Il giudice sportivo Tosel ha deciso di inibire il presidente del Catania Antonino Pulvirenti e di diffidare l’amministratore delegato Pietro Lo Monaco oltre a punirlo con un’ammenda di 5000 euro. Al termine della partita Roma – Catania 4-2, Pulvirenti e Lo Monaco hanno protestato vivacemente, in campo con la quaterna arbitrale e con i giornalisti in zona mista, per i favori arbitrali ricevuti dalla Roma che ha segnato due gol viziati da due pesanti irregolarità; In occasione del gol del 2-2 giallorosso, segnato da Borriello, nel momento in cui Riise ha effettuato il cross la palla aveva già varcato la linea di fondo campo, mentre in occasione del gol del 3-2 di Vucinic, l’attaccante Montenegrino si trovava in posizione di fuorigioco.

Nonostante le pene inflitte da Tosel l’Ad Lo Monaco è tornato anche oggi sull’argomento confermando la sua indignazione per la direzione arbitrale: “Ieri abbiamo visto cose incredibili. Abbiamo perso la partita a causa della sudditanza psicologica della terna arbitrale nei confronti della Roma. La sudditanza psicologica ha rovinato la partita che è stata irregolare. La nostra è una denuncia contro il sistema. Non voglio fare polemica con la Roma, società con cui abbiamo buoni rapporti, ma non possiamo però assistere alle sceneggiate di diversi giocatori giallorossi che insultavano la terna arbitrale come se nulla fosse. Gli arbitri sono condizionati non solo dai grandi giocatori ma anche dai media. Proprio i media nazionali, poi, hanno minimizzato quando di ingiusto avvenuto ieri all’Olimpico. Ci sentiamo defraudati e gradiremmo lo stesso peso, la stessa misura per tutte le squadre“.

Dopo la premessa Lo Monaco è poi entrato nelle specifico: “Non vogliamo in alcun modo giudicare le decisioni seppur errate della terna arbitrale. Noi siamo stati sempre una voce fuori del coro non sindacando mai le decisioni degli arbitri. Vogliamo dire che abbiamo gli stessi diritti delle grandi. Non contestiamo che il gol del pareggio della Roma sia avvenuto attraverso un’azione viziata da una palla fuori di ben mezzo metro. Non contestiamo che sul 2-2 ci sia stato fischiato un fuorigioco che non c’era e non contestiamo neanche che il gol del 3-2 sia stato viziato da un fuorigioco. Quello che ci ha indisposto e che lo stesso guardalinee che nel primo tempo aveva preso delle scelte importati in nostro favore è stato poi ingiuriato pesantemente con offese quali figlio di qua e figlio di la, ha fatto finta di non sentire ed e entrata in gioco poi la famosa sudditanza psicologica che lo ha condizionato pesantemente in quanto ha poi cambiato il suo modo di comportarsi. Noi non ci stiamo. Che il Signor Nicchi o chi di dovere dicono che non esiste la sudditanza psicologia non e vero perche e reale. Esiste e chi ci va di mezzo sono sempre le piccole: abbiamo gli stessi diritti delle grandi“.

Per Lo Monaco è uno scandalo quanto accaduto a Roma ieri: “Sfido chiunque a dirmi che il risultato di ieri non sia stato scritto. In ballo ci sono degli obbiettivi e quelli delle piccole sono importanti come quelli delle grandi. Per noi la salvezza è vitale. Se il Catania dovesse retrocedere deve essere il campo a dirlo e non la sudditanza psicologica. Che arbitro mia aspetto per domenica? Uno che non conosca nemmeno i giocatori. La mia, lo sottolineo, è una denuncia contro il sistema“.

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ultimo aggiornamento: 07-01-2011


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