Le polemiche, in questo Paese la cui aggettivazione vien da sé, non finiscono mai; se siamo nati in Italia e seguiamo il campionato di calcio italiano, allora dovremo una volta per tutte abituarci alle baruffe verbali (e non solo), alle dietrologie, ai giochetti subdoli e ai pastrocchi indecenti, rassegnandoci al fatto che al mattino, insieme al caffè, dobbiamo sorbirci dalle colonne dei quotidiani sportivi (fossero solo loro…) arringhe sconclusionate, accuse rabbiose e proclami da quattro soldi. Non giudico chi ha ragione e chi ha torto in questa vicenda, ma a leggere le dichiarazioni di Massimo Cellino riportate stamani dalla Gazzetta dello Sport, c’è da sospirare senza troppa convinzione, mandare tutto e tutti al diavolo e fischiettarci su. Il patron del Cagliari è inviperito per lo slittamento della gara di domenica prossima tra la sua squadra e la Juve alle 20 e 45, decisione maturata dalla Lega Calcio per consentire la contemporaneità con il derby di Milano (in programma in serale) per la lotta scudetto.

Effettivamente il sottoscritto se l’era domandato: la Juve lo ha chiesto, il Milan era d’accordo e la Lega ha accettato, ma il Cagliari che ne pensava? Le parole di Cellino spiegano bene il suo umore nero:

“Non contiamo nulla. Ho letto che Beretta ha chiamato la Juve per definire l’orario della nostra partita, ma nessuno ha avvertito l’esigenza di informare me. Facciano pure. Se avevo altre esigenze? Dopo la morte di Morosini non venne spostato il turno perché c’era l’esaurito per Juve – Roma. Dei disagi degli altri, però, non si cura nulla. Quali? Anche la sede dell’ultima gara col Genoa è stata cambiata in extremis. Così la squadra ha viaggiato in pullman per Trieste perché sapevamo di dover giocare alle 15. Ora invece la notturna ci crea problemi e disagi a non finire. Neanche l’albergo ci tiene a dormire…”.

E quando gli si fa notare che è il tutto è stato fatto per garantire la contemporaneità tra Juve e Milan, l’imprenditore cagliaritano replica furente:

“E perché non hanno anticipato alle 15 Inter-Milan? Forse per il veto delle tv? Ce lo dicano, allora, che fanno tutto tra loro. Ma si ricordino che la serie A è a 20 squadre. Perché attacco la Juve? Questi cambi potevano essere organizzati per tempo. Ma soprattutto manca il rispetto, sono arroganti. Visto che ci sono, vogliono scegliere anche l’arbitro?”.


Poi “minaccia” sportivamente i prossimi avversari:

“Come vedo questo finale? Sono stanco e deluso. Ma ora basta. I giocatori non stanno rispondendo alle attese e mi sono stufato. O chiudono alla grande nelle ultime due gare o cambio tutto. Contro la Juve mi aspetto una grande prestazione. E sia chiaro: sarebbe lo stesso se giocassimo contro il Milan”.

Potrà avere anche ragione (ma solo perché gioca a Trieste, se fosse rimasto bel bello a Cagliari non vedo quali problemi ci fossero), in fondo Cellino al sottoscritto sta pure simpatico (anche se è un furbacchione, ricordate quando si parlava del prezzo esorbitante fissato per i biglietti della gara di Trieste?). Ma per una volta, una sola e con una squadra che non ha più nulla da chiedere al campionato, ci si può rilassare? No, la risposta evidentemente è no.

Foto | © TMNews

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