Duro sfogo della Juventus in seguito alla decisione della Prefettura di Parma di rinviare il match tra emiliani e bianconeri. Il calcio italiano ci ricasca come ogni inverno e, oltre alla cronica deficienza strutturale degli impianti sportivi, deve far fronte a decisioni masochiste come quella di far giocare le partite infrasettimanale tutte alle 20.45. L’allerta meteo è partita giorni fa, ma non è servito a nulla. E a rendere inutile ogni tipo di premunizione anticipata sono gli stadi scoperti che favoriscono la formazione di ghiaccio e neve sui seggiolini.

La Juventus non ha gradito i tempi e i modi con cui è stata comunicata la decisione di non far scendere in campo le squadre, presa più per proteggere l’incolumità dei tifosi che per le condizioni del terreno di gioco. Conte voleva giocare alle 15: “È impossibile che con i mezzi che ci sono a disposizione oggi si debba rinviare una partita del genere. Si poteva giocare alle 15. Noi adesso siamo obbligati a farci dieci ore di pullman per tornare a casa. E ritornare a Parma, chissà quando, per giocare questa partita”. Beppe Marotta critica l’intero sistema italiano dai microfoni di SkySport:

“Era previsto e prevedibile che la partita non si potesse svolgere perché, evidentemente, le previsioni atmosferiche erano negative e il manto erboso completamente coperto. Oltretutto, al di là dell’impraticabilità del campo, c’è anche il fatto dell’ordine pubblico. L’incolumità dello spettatore deve essere sempre garantita e se a questa associamo anche grandi problemi urbanistici, evidentemente non c’erano le condizioni di ordine pubblico per poter disputare questa gara. L’insegnamento di questa serata è che bisogna prevedere anche e capire che non si possono conciliare in Italia dei calendari di questa natura e mettere le partite a gennaio la sera. Non si possono conciliare calendari del genere con strutture obsolete, vecchie, con tutto rispetto per il Parma calcio, ottima società, e per la città. Noi abbiamo costruito uno stadio che è in grado anche di venire incontro a problemi di ordine pubblico e impraticabilità del campo. Quindi, questo è un messaggio che lancio come dirigente del movimento calcistico, a livello politico, perché se si vuole fare calcio di alto livello, di alto spettacolo e garantire soprattutto ai milioni di spettatori che vengono allo stadio, bisogna avere strutture adeguate al fenomeno calcistico, a partire dai calendari”.

Parma-Juventus rinviata | La rabbia di Conte e Marotta




E sugli stadi italiani la sua opinione è emblematica:

“Mi pare che ormai gli stadi italiani siano considerati il fanalino di coda di quello che è tutto il contesto europeo del calcio. Evidentemente, le problematiche sono tali in tema di sicurezza e di ospitalità che possono garantire anche eventuali investimenti nell’area calcistica. E’ chiaro che questo è un fenomeno negativo che deve essere debellato quanto prima. Siamo davanti a disegni di legge che vanno per le lunghe, non riusciamo a risolvere la questione e quindi questo va tutto a discapito del momento calcistico, sia televisivo che prettamente agonistico”.



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