Il Milan conquista la finale della Coppa del Mondo per Club vincendo per 1 a 0 grazie ad un gol di Clarence Seedorf contro i giapponesi dell’Urawa Red Diamonds. I rossoneri faticano, soprattutto nel trovare la via del gol, ma riescono così a ristabilire le classiche gerarchie della vecchia Coppa Intercontinentale: le due sfidanti naturali si ritroveranno nella partita che vale il trofeo più ambito, il punto d’arrivo della stagione. (Fotogallery)

Dunque sarà Milan – Boca Juniors, di nuovo dopo la grande delusione rossonera del 2003, ma vincere la resistenza dell’Urawa risulta decisamente più difficile di quando ci si potesse attendere alla vigilia. Ancelotti sceglie il consueto modulo ad una sola punta, il ballottaggio viene vinto da Gilardino, il recordman Inzaghi parte dalla panchina. Centrocampo titolare composto da Kakà, Gattuso, Ambrosini e Pirlo, l’unica variante significativa in difesa con Jankulovski che si riprende il posto da titolare dopo l’infortunio.

Il match è lungo monologo con i rossoneri costantemente in possesso palla, l’Urawa sostenuto da un pubblico caldissimo opta per un atteggiamento iperdifensivista e ha grosse difficoltà nel proporre gioco. Il Milan però non riesce a sfondare, Gilardino appare spuntato (come gli capita spesso nelle occasioni importanti), Kakà soffre l’affollamento al limite dell’area e la migliore occasione dei primi 45 minuti capita proprio sui piedi di Seedorf, apparso sin dall’inizio il più determinato fra i milanisti.

La coppia centrale Kaladze – Nesta resta spesso in isolamento contro l’unica punta dell’Urawa, il brasiliano Washington, ma non ha difficoltà nel controllarlo, nonostante Oddo e Jankulovski giochino costantemente in proiezione offensiva. Lo 0 a 0 del parziale appare frustrante vista la mole di gioco costruita dei rossoneri, ma la difficoltà nel cambiare passo è evidente.

Nei primi 20 minuti della ripresa si ripete lo stesso copione del primo tempo, il Milan attacca senza trovare mai la profondità, ma rimane in costante controllo degli avversari. La svolta arriva intorno al 60esimo: l’Urawa muta il suo atteggiamento, avanza leggermente il baricentro cogliendo in un paio d’occasioni impreparato Dida che respinge tiri semplici in maniera non certo impeccabile prima di esibirsi in una splendida parata con presa in volo su un tentativo di Washington da fuori area.

I giapponesi credono nell’impresa e in una discesa sulla fascia Jankulovski si fa prendere d’infilata costringendo Nesta alla respinta in calcio d’angolo. La beffa però non arriva anzi è proprio in quel momento che Kakà intuisce la possibilità di far male alla difesa avversaria svariando sulla sinistra: basta un suo guizzo con il quale salta un avversario entrando in area e attira su di sè i due centrali, l’assist per Seedorf che si piazza al limite dell’area piccola è un gioco da ragazzi per il Pallone d’Oro e l’olandese non si fa pregare.

Il gol suona come un’autentica liberazione e scaccia ogni pensiero negativo dalla testa dei giocatori del Milan, evidentemente già concentrati sulla finalissima contro il Boca. L’Urawa prova a reagire, ma ottiene solamente un paio di corner e un’altra respinta goffa di Dida che viene duramente ripreso da Gattuso per l’errore.

Il 2 a 0 che chiuderebbe definitivamente il discorso non arriverà e conferma la non straordinaria brillantezza del Milan, ma l’obiettivo primario viene centrato ugualmente. Ora tocca al Boca, altra squadra che non appare certo nelle condizioni migliori. Difficile prevedere che partita potrà venir fuori quel che è certo è che la difesa rossonera dovrà essere “testata” da un attacco più “incisivo”, ma il Boca non potrà che lasciare più spazi alle iniziative offensive di Kakà e compagni.

Il Brasiliano è l’uomo giusto per non farsi sfuggire l’occasione.

La Galleria Fotografica di Milan – Urawa Red Diamonds 1-0

























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