Ventinove anni, gli ultimi due e mezzo dei quali passati a Mosca, il portiere Ivan Pelizzoli finalmente torna a sorridere tornando a giocare in Italia, il suo Paese. Per di più s’accasa proprio nel bergamasco, all’Albinoleffe, dove è nato e cresciuto: diventato calciatore nelle giovanili dell’Atalanta, disputò diciottenne la sua prima stagione da professionista in C2 con la Triestina, salvo poi tornare all’Azzurri d’Italia per diventare giovanissimo il portiere dell’Atalanta. La Roma, la Nazionale e la Reggina: coi calabresi nella prima parte della stagione 2006/07 si mette in mostra tanto che su di lui s’avvinghiano i russi della Lokomotiv Mosca.

Si trasferisce in Russia per 3 milioni di euro, ma dopo un avvio promettente scivola pian pianino nel dimenticatoio. La famiglia lo segue ma poi desiste, lui rimane solo e diventa in un anno e mezzo il quarto portiere della squadra. Un vero e proprio incubo senza via d’uscita: il contratto gli sarebbe scaduto nel 2011 e il club moscovita non aveva nessuna intenzione né di cederlo né di rescindergli il contratto. Fino a questo agosto, quando l’Albinoleffe lo ha riportato nelle sue valli seriane: “Sono contento di approdare all’Albinoleffe e tornare in Italia. Ringrazio i seriani per questa opportunità. A questo punto sta a me dimostrare che sono ancora quello che ero prima di andare a Mosca“.

Pelizzoli nell’ultimo anno non ha visto mai il campo, sempre a dividersi tra tribuna e casa, di fronte la tv. Ma quando poteva andava in un ristorante italiano, “Roberto“, dove tornava a respirare aria di casa: “E’ dove ho conosciu­to Maurizio, Lucio e France­sco. Degli amici veri, mi sono stati vicini nei momenti difficili: avevamo ricreato una picco­la Italia. E si mangiava benissi­mo“. Solo, al freddo, con un contratto importante, è vero, ma senza felicità; potrà ora ricongiungersi alla moglie e alle piccole Asia e Gaia di 4 e 3 anni, che lo aspettavano a Colognola.

Il tutto grazie alla tenacia dell’Albinoleffe, che solo pochi giorni fa aveva definito fantascientifico il passaggio dell’ex portierone della Roma alla piccola società lombarda: “Non ci credeva nessuno che andavo all’Albinoleffe? Io sì e l’ho vo­luto fortemente. Ci sono state tante chiacchiere, forse l’unico club che si è avvicinato davve­ro è stato il Bologna. Ma non se n’è fatto niente e io mi sento di nuovo a casa“. S’erano fatti anche i nomi di Parma e Fiorentina, alla fine però Ivan è contento così: a casa, con gli affetti più cari e gli amici di sempre, in una società seria e col posto da titolare. Per la serie: i soldi non fanno la felicità.

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