Il primo tempo di Blackpool-Ipswich Town era quasi finito quando David Norris trovava il gol del vantaggio che avrebbe poi consentito agli ospiti di guadagnare tre preziosissimi punti. E’ ovvio allora che il centrocampista si sia lasciato andare ai festeggiamenti, peccato che non immaginava nemmeno lontanamente quante polemiche si sarebbero scatenate a causa del suo modo di esultare, nemmeno pensava che tutti i giornali inglesi, l’indomani, avrebbero parlato di lui.

Il giocatore dell’Ipswich Town durante l’esultanza ha fatto il gesto delle manette, un modo per dedicare la marcatura ad un suo amico, Luke McCormick. La sua vicenda è stata già raccontata da noi di Calcioblog, in pratica il portiere venticinquenne in forza al Plymouth è stato condannato a sette anni di prigione per aver provocato un incidente stradale che è costato la vita a due ragazzini e la sedia a rotelle, almeno per ora, al padre (Fotogallery dell’incidente di McCormick).

Ad insorgere è stata la sfortunata famiglia Peak che ha giudicato irrispettoso tale gesto, come se la solidarietà nei confronti di un amico, che pure ha sbagliato e sta pagando il suo errore, sia vietata. Una volta scatenatosi il putiferio ci si è subito chiesti cosa avrebbe fatto la federazione per riparare. Per fortuna la dirigenza dell’Ipswich Town sembra essere stata più lesta nel trovare una soluzione. Pare infatti che abbiano deciso di infliggere una multa al giocatore e i soldi ricavati andranno ad una qualche fondazione che si occupare delle famiglie delle vittime della strada.

Il giocatore, dal canto suo, ha subito fatto pervenire una lettera di scuse alla famiglia Peak spiegando che evidentemente il suo modo di festeggiare era stato interpretato male e che gli dispiaceva se in qualche modo aveva mancato loro di rispetto. La famiglia per voce della madre dei due bambini, la signora Amanda Peak, si è detta soddisfatta delle scuse del giocatore ed è importante che lo stesso abbia capito l’errore e che si sarebbe dovuto aspettare che l’opinione pubblica lo avrebbe interpretato male.

E’ curioso sottolineare come questo caso abbia un precedente. Il primo a proporre questo tipo di esultanza è stato Tim Cahill. Lo scorso marzo il centrocampista dell’Everton dopo una rete segnata al Portsmouth dedicò il suo gol al fratello in prigione. L’australiano si difese dicendo che era stato qualcosa di spontaneo e dovuto all’emozione e che aveva già festeggiato nello stesso identico modo durante una partita con la maglia della nazionale contro il Qatar.

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ultimo aggiornamento: 11-11-2008


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