Sulla carta è una partita inutile in termini di classifica, in pratica Genoa – Milan di domenica prossima sta facendo non poco parlare di sé, soprattutto addetti ai lavori, Questura e quant’altro gravita attorno a Genova. Dopo tantissimi anni di divieto, quest’anno per la prima volta l’Osservatorio ha dato il via libera alla trasferta dei milanisti al Marassi, episodio che ha fatto infuriare non poco il popolo rossoblu. L’acredine tra queste due tifoserie, come è noto, ha radici profonde con il culmine dell’omicidio antistante lo stadio del genoano Vincenzo Spagnolo, accoltellato da un tifoso rossonero; da allora i rapporti si sono definitivamente sfaldati e per tante stagioni la trasferta genovese, sponda Grifone, era stata proibita al popolo milanista.

Quest’anno è stato dato invece il via libera alla vendita di 2200 tagliandi per i tifosi del Milan possessori di tessera del tifoso, con ultrà incensurati in testa. Decisione che ha fatto infuriare non poco il tifo organizzato genoano che ha diramato un preoccupante comunicato: “Tutti i tifosi del Genoa sono invitati domenica ad una grande adunata pacifica in piazza Verdi, antistante la stazione Brignole, attorno alle 13, da dove partirà un corteo fino al nostro stadio, dove svolgeremo un presidio agli ingressi del settore ospiti per cercare di rendere quanto più disagevole possibile l’accesso dei tifosi rossoneri nella porzione di stadio che è stata loro riservata. Vogliamo far sapere loro, nel modo più netto e risoluto, che nemmeno dopo 20 o 30 anni il nostro dolore e la nostra rabbia cesseranno, così come non smetteremo mai di ricordare il nostro fratello Spagna che continua a vivere nei nostri cuori. Riteniamo inoltre vergognosa la decisione dell’Osservatorio e auspichiamo che le massime autorità cittadine preposte all’ordine pubblico correggano tale assurda decisione“.

Così ha commentato la decisione il presidente del Genoa Enrico Preziosi, lanciando anche un appello ai propri tifosi: “C’è un precedente pesante per la tifoseria genoana, non si capisce perché lo scorso anno è stato impedito ai genoani di andare a Napoli con cui sono gemellati e oggi si dice si ai milanisti. Sono preoccupato per la situazione generale esistente. In ogni modo faccio appello al senso di responsabilità di tutti, autorità comprese. E’ vero che i veti stridano con lo spirito di una partita, ma a oggi non ci sono ancora le condizioni per il ritorno dei milanisti a Genova. Evitare problemi e situazioni di rischio è un dovere per tutti. Ma anche se la decisione sarà confermata, nessuno si può sentire autorizzato a compiere atti di violenza. Purtroppo può succedere, ma da tutti mi aspetto senso di responsabilità, noi ci muoviamo in tal senso e non da oggi“. Preoccupa anche la gestione del corteo e il possibile concomitante festeggiamento dei sampdoriani in caso di risultato positivo a Palermo; insomma una città che tribola per il calcio, cosa non inusuale in quel di Genova.

A cercare di stemperare i toni ci pensa la tifoseria organizzata milanista: “Prima o poi il divieto doveva cadere, il 90% dei nostri tifosi che parteciperanno a questa trasferta all’epoca era appena un bambino e nemmeno si ricorda più di quei fatti. Andremo solo per vedere la partita e sostenere il Milan” assicurano dal capoluogo lombardo. In ogni modo la situazione dovrà presa molto seriamente sul serio.

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