Sono passati cinque giorni da quel maledetto sabato che ha scioccato tutti gli amanti del calcio. Cinque giorni fa Eduardo, attaccante dell’Arsenal di origini brasiliane e cittadinanza croata, ha subito la frattura scomposta di tibia e perone con lussazione della caviglia a causa di un’entrataccia del difensore del Birmingham Taylor. La tv inglese decise di non mostrare alcun replay dell’incidente giudicando le immagini troppo forti per il pubblico.

Vi sarete accorti che noi di calcioblog non abbiamo parlato di questa notizia. Non è stata una dimenticanza o una distrazione, cerchiamo per quanto possibile di raccontarvi con articoli, gallerie fotografiche e video tutto ciò che accade nel mondo del calcio. In questa circostanza però abbiamo preferito far finta di niente, nel rispetto di Eduardo ma soprattutto nel rispetto di voi lettori: non ci sembrava giusto speculare su un fatto così drammatico né tanto meno imporre, come tanti altri hanno fatto, ai vostri occhi immagini così forti. Speriamo che questa scelta sia stata apprezzata.

Ora però Eduardo sta meglio, è stato rilasciato dall’ospedale, come apprendiamo dalle pagine del sito dell’Arsenal, e ha rilasciato anche la sua prima intervista da quel maledetto pomeriggio. E’ stato raggiunto telefonicamente dal quotidiano brasiliano “Globo Esporte” e per la prima volta è tornato indietro con la memoria per provare a ricostruire quanto accaduto, ovviamente i suoi ricordi sono pochi e confusi.

“E’ stato uno shock, un dolore così intenso che mi ha annebbiato tutto. Non ho rivisto le immagini dello scontro né in tv, né sui giornali. Dopo lo scontro non riuscivo più a sentire il piede, allora ho dato un’occhiata e l’ho visto in una posizione innaturale. Ho cominciato a piangere e poi il nulla.”

Gli è stato poi chiesto un commento sulle scuse che lo stesso Taylor gli ha chiesto facendogli anche visita all’ospedale. Eduardo, comprensibilmente ha dichiarato, che non ha francamente voglia di ascoltare le sue parole sicuro com’è che un giocatore che entra in quel modo lo fa con il chiaro intento di far male, cosa che evidentemente gli è riuscita benissimo.

Il suo pensiero va poi al futuro, ai prossimi europei:

“Non riuscirò a tornare in tempo per andare in Svizzera ma non sono amareggiato per questo. Ora quello che voglio è solo pensare alla riabilitazione e a rientrare il più in fretta possibile. Ho un amico che ha subito il mio stesso infortunio e dopo quattro mesi era di nuovo in campo. Voglio riuscirci anch’io.”

Infine ringrazia tutti, tifosi, gente comune, per tutti i messaggi che gli hanno fatto recapitare, per augurargli una pronta guarigione. La sua maggiore riconoscenza va però ai suoi compagni che non hanno mai smesso di stargli vicino, che da quando è tornato a casa si alternano per fargli visita e lo subissano di telefonate in tutte le ore del giorno.

Il recupero sarà molto duro, l’augurio è quello che davvero Eduardo possa ritornare il più presto possibile anche se non sarà una passeggiata. La speranza invece è che sui campi di calcio non si vedano interventi del genere, interventi che in un momento possono rovinare la stagione, la carriera e in alcuni casi (ricordiamo che Eduardo ha rischiato addirittura di vedere la sua gamba amputata) la vita di un ragazzo di vent’anni.

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ultimo aggiornamento: 28-02-2008


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