L’amore vince tutto. Così si chiama il terzo libro di Nicola Legrottaglie, scritto in collaborazione con Matteo Orsucci (edizioni Piemme, 161 pagine al costo di 14 euro): il difensore da gennaio al Milan ripercorre la sua vita calcistica, non lesinando, grazie a metafore e similitudini, giudizi sugli allenatori avuti. Ne escono fuori ritratti succulenti, rapporti problematici, caratteri forti e altri più accondiscendenti. Il buon Nicola, per esempio, proprio non digerisce Fabio Capello:

“Uno dal modo di agire faraonico, proprio per quello che raccontavo in precedenza di Mosè (più li tratto male e più si daranno da fare: questo era, per sommi capi, il ragionamento del re egizio). Uno di quelli che aveva una propria visione del mondo e su quella tutto lo spogliatoio doveva conformarsi passivamente, adattandosi senza troppe domande, senza se e senza ma. L’ultima parola era la sua. Ed era insindacabile. Una volta mi sono permesso di chiedere perché non mi facesse giocare mai, e lui mi ha risposto: “Arriverà il tuo turno”. Così, secco”.

Anche con Carletto Mazzone non molta simpatia (“con lui ho avuto un rapporto problematico… un padre-padrone“), così come screzi con De Canio e Delneri. Ma ci sono anche quegli allenatori per i quali lo stopper pugliese spende parole d’elogio. Lippi ad esempio, “che rispetto a Capello ha un carattere un po’ più aperto. Con lui si può anche chiacchierare“, o Ranieri, anche se il rapporto finiva sul rettangolo verde (“quando cercavo un confronto l’ho sempre visto un poco sfuggente“). E poi il grande Zaccheroni:

“Una persona fantastica, con uno spessore umano notevole… nonostante alla fine non mi abbia fatto giocare. ‘Quando mi servirà un difensore, con te posso dormire sonni tranquilli’, mi ripeteva”

Padre Nicola (non ce ne voglia), alla fine pontifica anche in merito alla politica e al suo neo presidente al Milan Silvio Berlusconi: “Pregare per le istituzioni: anche questo fanno i cristiani… Non mi interessa se (il governo) è di sinistra o di destra. Prego per Berlusconi quando è lui che governa. In ogni modo non vado a votare da anni“. Amen.

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