Quanto più la barca comincia a prendere acqua, tanto più l’approdo al porto è di quelli gloriosi: è la storia dell’Italia del calcio, grande nelle difficoltà e piccola quando favorita. Se nel 1982 e nel 2006 riuscì ad arrivare sul tetto del mondo nonostante terremoti calcistici in corso, altre volte gli azzurri hanno incappato in clamorosi flop nonostante “tempi di pace“. Tra calcioscommesse, infortuni (ultimo quello di Barzagli), disgrazie sismiche e amichevoli disastrose (l’Italia non perdeva tre partite di fila, quelle contro Uruguay, Usa e Russia, da 26 anni e non va in gol dal novembre scorso a Breslavia), pare ci siano tutti gli ingredienti per un Europeo da gran protagonista (e sì che gli azzurri non ne hanno giocati poi così di tanti di Europei, appena 3 di cui uno vinto fino al 1996, e poi 4 apparizioni con pochi applausi, anche se amari come quelli in Olanda del 2000, e molti fischi, soprattutto il 1996 e 2004).

Il problema è che sul più bello Cesare Prandelli ha dimostrato di avere le idee confuse: dopo le brillanti uscite tra amichevoli e qualificazioni europee (solo un ko, quello contro l’Irlanda del Trap), il ct degli azzurri ha cominciato a mischiare le carte, a fare esperimenti sempre più azzardati e ad oggi si ritrova un gruppo senza troppa identità e con pochissimi fuoriclasse. Il tecnico di Orzinuovi, sospeso tra codici etici e la voglia di “stupire“, all’improvviso ha perso la bussola e nel ritiro di Cracovia, dove la selezione italiana arriverà domani da Pisa, ci sarà di che lavorare per capire l’assetto giusto. Assodato che in porta stazionerà Buffon, pungolato anch’egli dalle indiscrezioni di giornalisti sempre più assetati di sangue, già la difesa pare essere un punto interrogativo (a 4, con Chiellini e Bonucci al centro e Maggio e Balzaretti sulle fasce, o a 3 col trio Bonucci-De Rossi-Chiellini?); e a seconda della difesa cambieranno gli equilibri della mediana.

Come detto in precedenza i fuoriclasse tra i 23 nazionali italiani scarseggiano; di sicuro figura tra questi Andrea Pirlo che proverà a fare da chioccia in campo con le sue geometrie e nello spogliatoio con la sua esperienza. Ai suoi fianchi stazioneranno garantendo qualità e quantità i due scudieri Marchisio e Nocerino, mentre a Montolivo verrà assegnato il compito di fare da raccordo tra la mediana e il reparto avanzato. Siamo sempre nel campo delle ipotesi perché è chiaro che dopo le ultime uscite negative Prandelli qualcosa dovrà pur cambiare e affidarsi a qualche soluzione originale: che Diamanti diventerà l’asso nella manica di questa Nazionale che parte in terza fila? Certamente dovranno giocare e bene i due gianburrasca azzurri, perché a Cassano e Balotelli si chiederà l’imprevedibilità in attacco, e senza prime punte (Giovinco e Di Natale chiaramente non lo sono), i gol dovranno per forza passare dai loro piedi.

Le qualificazioni

Con 26 punti in 10 partite gli azzurri hanno staccato il biglietto per la Polonia (ed eventualmente Ucraina) con ben due turni in anticipo; non solo Prandelli ha avuto il merito di stabilire due record: mai l’Italia aveva fatto tanti punti in un girone di qualificazione per un grande torneo (Mondiale o Europeo), in più la difesa italiana è stata la meno battuta tra tutte e 51 le selezioni avendo incassato appena 2 reti (quella all’esordio per opera dell’estone Zenjov e, 13 mesi più tardi, il pareggio di Ivanovic della Serbia nell’1-1 di Belgrado). Il Gruppo C non era dei più proibitivi (tanto più perché la squadra sulla carta più ostica, la Serbia, ha perso a tavolino una delle due partite) ma i passi falsi contro Slovenia (6 punti su 6) e Estonia (vera rivelazione arrivando seconda, anch’essa battuta due volte) potevano starci. Il goleador? Antonio Cassano che con 6 reti ha contribuito in maniera decisiva all’ottimo cammino degli azzurri nelle qualificazioni.

I prossimi avversari

Dopo aver avuto “il coraggio” di venire eliminati dai Mondiali in un girone con Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda (non vincendo mai!), allora sulla carta questo Girone C per l’Italia assomiglia a una montagna insormontabile. In realtà la storia potrebbe capovolgersi se gli interpreti azzurri (ct in testa) sapranno cacciar fuori al momento decisivo l’orgoglio e le capacità tecnico-tattiche che pure sono presenti in quantità industriale nella rosa dei 23. Già battuta in amichevole il 10 agosto scorso a Bari, la Spagna sarà il primo scoglio per tastare il polso agli azzurri (anche se a ben vedere la “stecca” alla prima è poco indicativa rammentando lo scivolone proprio della Spagna in Sudafrica all’esordio contro la Svizzera o anche le tre sberle che l’Olanda riservò a Buffon e compagni 4 anni che comunque riuscirono a passare il turno), quindi con Croazia e Irlanda tutto sarà possibile: la storia che fu dice Italia, ma da un po’ di tempo il presente dice altro.

Domenica 10 giugno: Spagna – Italia, 18.00, Danzica
Giovedì 14 giugno: Italia – Croazia, 18.00, Poznan
Lunedì 18 giugno: Italia – Repubblica d’Irlanda, 20.45, Poznan

La rosa dei 23

Portieri:
Portieri: Gianluigi Buffon (Juventus), Morgan De Sanctis (Napoli), Salvatore Sirigu (Paris St. Germain).

Difensori:
Ignazio Abate (Milan), Federico Balzaretti (Palermo), Andrea Barzagli (Juventus), Leonardo Bonucci (Juventus), Giorgio Chiellini (Juventus), Christian Maggio (Napoli), Angelo Ogbonna (Torino).

Centrocampisti:
Daniele De Rossi (Roma), Alessandro Diamanti (Bologna), Emanuele Giaccherini (Juventus), Claudio Marchisio (Juventus), Riccardo Montolivo (Fiorentina), Thiago Motta (Paris St. Germain), Antonio Nocerino (Milan), Andrea Pirlo (Juventus).

Attaccanti:
Mario Balotelli (Manchester City), Fabio Borini (Roma), Antonio Cassano (Milan), Antonio Di Natale (Udinese), Sebastian Giovinco (Parma).

Allenatore:
Cesare Prandelli

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