Film già visto: la Fiorentina strappa tre punti preziosi in sordina, con una prestazione muscolare e ordinata, contro un ambizioso Palermo; un 1-0 sofferto, di quelli che a fine campionato consentono, come accade ormai da 4 stagioni, alla viola di ritrovarsi al quarto posto. Ma di dejavù ce n’è pure un altro: come quattro sere fa (a cadere fu lo Sporting Lisbona) il gol “pesante” lo segna Stevan Jovetic. Il montenegrino è caldo, Prandelli lo sa, e allora solo panchina per il cogitabondo Adrian Mutu che se ne rimane seduto per tutti e 90 i minuti. Poco male, almeno si risparmia di calcare il campo di patate del Franchi.

In ogni modo, tornando alla gara, alla fine la Fiorentina ha meritato la vittoria: il gol alla mezz’ora non è bellissimo, ma vale oro. Tiro di Comotto, Jovetic devia e batte Rubinho, incolpevole questa volta a differenza di sette giorni fa sul tiro di Hamsik. Prima e dopo il gol partita tanti spunti, come ad esempio i lampi di Cristiano Zanetti o il palo ancora di Jovetic, ma anche buon Palermo, smanioso di fare la partita ma poco concreto lì avanti. Pastore, Miccoli e Cavani sono un buon trio, ma quest’ultimo sbaglia troppo sotto porta. E il Romario del Salento a volte si perde.

Nella ripresa i ritmi si sono alzati, la squadra di Zenga ha cercato in tutti i modi di raggiungere il pari ma la terna arbitrale (fermato Miccoli lanciato a rete per un fuorigioco inesistente) e l’imprecisione (anche se Budan ha sfiorato la rete con un colpo di testa uscito di pochi centimetri) hanno mantenuta intonsa la porta difesa da Frey. Gli uomini di Prandelli hanno controllato, agendo spesso e volentieri in contropiede: Jovetic e Gilardino abili a tenere sempre alta l’apprensione della retroguardia rosanero, il centrocampo di casa a contenere le residue energie avversarie. La corsa scudetto del Palermo trova il primo stop, la Fiorentina vince come sa.

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