Alberto Gilardino, in visita al carcere S. Vittore di Milano, risponde alle domande incalzanti dei detenuti, giornalisti per un giorno.
Al di là delle usuali dichiarazioni diplomatiche, il Gila si é lasciato andare ad alcune “confessioni”. La prima riguardante il modulo di gioco, “diverso rispetto a Parma”.
Come a dire che se non segna, almeno in parte, é colpa di Ancelotti. “In piu’”, aggiunge il numero 11 rossonero, “non siamo in un periodo molto brillante e devo anche giocare piu’ per la squadra…”
Allusione a Superpippo? Giudicate voi.

Del resto, dichiara, “qualche volta io e Pippo facciamo movimenti simili e ci troviamo nella stessa posizione. Dobbiamo adattarci e l’unico modo per risolvere problema e’ lavorare molto durante gli allenamenti”.
“In tutti i casi”, conclude, “io devo entrare in campo per fare il bene del Milan, senza pensare troppo al goal. Non segnare pesa, ma bisogna appunto non pensarci, perchè con l’ansia è peggio”.
Detto da un giovane che, piaccia o no, é nella classifica dei primi dieci cannonieri in attvità della storia del campionato italiano, c’é da credergli.

Foto | Gilardino11

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ultimo aggiornamento: 24-10-2006


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