Otto Rehhagel non concede il bis: la sua Grecia, scesa in campo con un improponibile 1-3-3-3, cade anche contro la Russia del sagace Guus Hiddink e saluta anzitempo una competizione che in Portogallo la vide assoluta protagonista. Decide un gol di Zyryanov al 33° minuto della prima frazione, complice una scriteriata uscita di Nikopolidis: la vecchiaia degli ellenici cede così alla gioventù russa (età media più bassa di tutto il torneo con 26,12 anni), un manipolo di giocatori veloci e frizzanti tutti (tranne Saenko del Norimberga) militanti nel campionato nazionale. Onore al gruppo cementato da 7 anni dal tedesco Rehhagel, ma il calcio d’oggi dice che non c’è più spazio per il libero. Ma andiamo alla gara, arbitrata dall’italiano Rosetti.

Il primo tempo è piacevole, quantomeno la Grecia cerca di fare la partita a differenza di quanto propinato ai suoi tifosi nel match inaugurale contro la Svezia; la Russia dal canto suo risponde con un’ottima disposizione sul rettangolo verde, schierata a dovere da quel volpone di Guus Hiddink. Torosidis e Amanatidis cercano di impensierire Akinfeev fin dalle prime battute, ma i russi non si spaventano e in men che non si dica riescono a prendere in mano soprattutto le corsie esterne; all’11° ci prova Bilyaletdinov, palla alta, e risponde Seitaridis per i greci, ma l’estremo difensore avversario non si lascia sorprendere. Al 14° la prima vera occasione con Pavlyuchenko che impegna severamente Nikopolidis con delizioso pallonetto (FotogalleryVideo).

Insomma, la partita scivola via piacevole con la squadra di Hiddink che invoca un rigore per mani in area di Dellas (ma Rosetti fischia il fuorigioco a Pavlyuchenko) e i greci che sfiorano il vantaggio con Charisteas che spizzica di testa e Semshov per poco non fa autogol. Fino al 33° quando Nikopolidis si inventa un’uscita pericolosa su un cross largo, Semak mette in mezzo beffandolo e Zyryanov non ha difficoltà a metterla dentro a porta vuota. I campioni in carica allora vanno in bambola e Pavlyuchenko potrebbe raddoppiare subito dopo ma schiaccia troppo il colpo di testa prima, quindi non impegna a dovere l’estremo difensore avversario poi con un tiro da fuori. Intanto Seitaridis si infortuna alla coscia, al suo posto Karagounis che cerca di strigliare i compagni piazzandosi tra le linee: ma non c’è più tempo, si va al riposo con la Russia meritatamente in vantaggio.

La ripresa parte col botto: ci prova subito Charisteas che fa tutto bene tranne il tiro, quindi la Russia reagisce veemente con Pavlyuchenko, ancora lui, che chiama Nikopolidis all’intervento; lo stesso portiere brizzolato effettua un minuto dopo un vero miracolo ancora una volta sull’attaccante dello Spartak Mosca concedendo un angolo. Il ritmo è godibile, le occasionissime non mancano: Bassinas spreca quella per la Grecia sparando alto dal dischetto, per la Russia ci prova Billyaletdinov che manda fuori di un soffio. Gli ellenici crescono ma Zhirkov e compagni non disdegnano sortite offensive con contropiedi ben condotti fino ai 20 metri; i ragazzi di Rehhagel ci provano col cuore, qualche punizione guadagnata da Karagounis e un colpo di testa di Charisteas. Pavlyuchenko decide di non voler segnare e spreca l’ennesima occasione in contropiede; il tempo per annullare un gol ai greci di Gekas (fuorigioco) e Rosetti fischia la fine della partita.

A Salisburgo s’è visto bel calcio e al termine di 90 minuti combattuti i campioni uscenti della Grecia salutano con 90 minuti di anticipo il torneo; dopo la debacle contro la Spagna, invece, la Russia conferma che l’eliminazione dell’Inghilterra nel girone di qualificazione non è stato un caso: ottima tecnica, palleggio superbo e velocità a go-go. In evidenza Pavlyuchenko e Zhirkov, chissà cosa sarebbe successo se ci fossero stati anche Progrebniak e Arshavin, infortunato il primo e squalificato il secondo, entrambi in forza al sorprendente Zenit San Pietroburgo. La Grecia ha cercato di riproporre il calcio fortunato e volenteroso che 4 anni fa gli consegnò addirittura il primo posto: questa volta non è andata bene, d’altra parte i protagonisti erano gli stessi ma con quattro anni in più in testa e nei muscoli. Insomma, Russia-Svezia ci darà il nome della seconda qualificata nel Gruppo D.




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