Il sottoscritto ha sempre seguito le vicende di Piero Camilli, di lui più che della squadra di cui è proprietario, perché un presidente del genere è davvero unico nel panorama mondiale: basta spulciare il nostro archivio dei post in cui si parla di lui, per capire subito che il patron del Grosseto è un mangia-allenatori con la m maiuscola, il più esigente e pazzoide presidente della serie cadetta, da far impallidire Maurizio Zamparini, suo omologo in Serie A. Quando le agenzie battono la notizia di un esonero a Grosseto, ormai neanche ci si fa più caso: così dopo il 2-0 del Bentegodi contro il Verona anche il buon Fabio Viviani ha provato sulla sua pelle l’ebbrezza di un benservito dall’inguaribile Camilli.

La stagione per i maremmani era cominciata sotto la guida di Guido Ugolotti, un onesto score di 4 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte; l’ultima a Sassuolo la decisiva per scegliere di allontanarlo e al suo posto chiamare Giuseppe Giannini. L’ex principe di Roma ha allenato i biancorossi per sei sabati vincendo tre partite in trasferta e perdendone tre in casa: le sue dimissioni sono maturate in diretta tv, a rapporti comunque incrinati, dopo la vittoria di Pescara. Ecco quindi Fabio Viviani: 1 vittoria, 4 pareggi e 2 sconfitte, tanti saluti e posto di nuovo a Ugolotti (i ritorni, specialità della casa camilliana come accaduto ad esempio a Gustinetti e Allegri). Si realizza così il 33esimo avvicendamento da quando Camilli è a capo del Grosseto (dal 2000), per un totale di 26 allenatori (più di due all’anno).

A margine del solito comunicato, ha parlato il direttore sportivo del club spiegando le ragioni dell’ennesimo esonero: “Mi dispiace umanamente visto il rapporto che ho personalmente con Viviani. Purtroppo, si sa, nel calcio contano i risultati e questi non sono arrivati. Ora voltiamo pagina. Perchè Ugolotti? Analizzando tutto quanto fatto fin qui, abbiamo deciso di tornare indietro e riaffidare a lui la squadra” ha rivelato Nicola Salerno, prodigatosi in questo mercato di gennaio per puntellare la rosa con innesti di qualità (l’obiettivo dichiarato è quello di arrivare ai play-off, distanti a oggi 5 punti). Jadid, Calderoni, Simone Esposito, Curiale, Sciacca, Keko, Misuraca e il portiere Viotti, otto nuovi volti per tentare lo sprint decisivo; sabato al Carlo Zecchini arriva la Sampdoria: che un ko possa far saltare nuovamente Ugolotti?

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