Carlos Toffoli, meglio conosciuto come “El Gaucho”, arriva al Lecce tra mille proclami.
Pochi lo ricorderanno (i tifosi del Lecce sono purtroppo tra questi) perché dopo poche giornate di campionato è tornato mestamente a casa sua, si dice di notte.
Brasiliano, cannoniere del campionato carioca nel 1990 e nel 1991, realizza gol a grappoli sugli assist di un altro calciatore che in Italia si è lasciato conoscere, Renato Portaluppi (e già qui bisognava iniziare a sospettare qualcosa).
Fu in una calda notte di settembre che nel Salento si consumerà un evento che resterà nella storia del calcio alla pari col gol di Turone o col gol su punizione di Diego Maradona a Tacconi.
Turno serale, terza giornata di campionato. Allo stadio “del mare” va di scena il derby tra il Lecce e il Foggia di Zeman.
Calcio di rigore per il Lecce e sul dischetto va proprio lui, El Gaucho. Prende il pallone e tira, Mancini si accascia, ma il pallone si avvia troppo lento verso la porta, tant’è che il portiere del Foggia ha il tempo di rialzarsi e bloccare la palla.
“È stato un maldestro tentativo di cucchiaio”, pensano gli spettatori allo stadio.
Le immagini televisive smentiranno tutti. El gaucho ha colpito il terreno e sta ricorrendo alle cure dello staff medico.
Bastò quest’episodio a far entrare Toffoli nel cuore dei tifosi pugliesi. Non i leccesi, ma i foggiani.
Per i fortunati ultras foggiani che quella sera si recarono a Lecce resterà un ricordo indelebile e quando saranno saranno vecchi, vicino al focolare con i loro nipotini in braccio, potranno dire: “quando el Gaucho calciò, c’ero anch’io”.

Riproduzione riservata © 2022 - CALCIOBLOG


Chi fareste giocare domani ?

Quando un esibizionista rovina il calcio…