Gianpaolo Tosel ha un bel da fare ogni settimana: si prende referti di arbitri e commissari, se li studia, fa un paio di ragionamenti e alla fine emette le famose “sentenze” che vanno dalle squalifiche alle diffide, dalle ammende alle società alle inibizioni. Insomma, chi più di lui ha il polso della situazione, anno per anno? Iniziamo per dovere di cronaca nel riportare l’ultimo “bollettino” stilato dal famigerato giudice sportivo: 4 giornate a Paci del Parma per il fallaccio su Eder (costretto anche ad uscire dal campo), poi un turno di stop per Bega e Diamanti (Brescia), Burdisso (Roma), Lichtsteiner (Lazio), Mesbah (Lecce) e Doanti (Bari). Infine le diffide e le solite multe alle società (per esempio al Lecce 5mila euro di multa per “colpa” di raccattapalle poco solerti dal gol di Olivera in poi).

Interessante però è stato il suo intervento odierno a Gr Parlamento dove, nella rubrica “La politica nel pallone“, ha potuto far notare un rassicurante dato:

“Il bilancio è decisamente positivo. Se il trend prosegue così possiamo dire che spira un nuovo vento, perlomeno una nuova brezza, non solo sul terreno di gioco ma anche sugli spalti. I dati, se confrontati con quelli del campionato scorso, sono significativi: gli espulsi in gara sono 46 contro i 64 del campionato precedente, con un decremento del 20-25%. Un altro dato importante è quello che testimonia un decremento delle sanzioni inflitte alle società per responsabilità oggettiva legata al comportamento dei propri tifosi: parlo di esplosione di petardi, cori razzisti e lancio di oggetti sul terreno di gioco. Siamo passati dalle 112 sanzioni dell’anno scorso alle 67 di quest’anno, con un decremento del 40%. È un dato che va al di là di ogni più rosea previsione, possiamo essere soddisfatti”.

Non è tutto. C’è stato anche un calo delle squalifiche combinate grazie alla prova tv, e proprio su questo argomento il buon Tosel ci teneva a dare alcune precisazioni:

“C’è stata una limitata riduzione. Quest’anno ce ne sono state una decina, circa la metà rispetto allo scorso anno. Ricordo che la prova tv non è imposta dal giudice su sua iniziativa dopo serata davanti alla tv, come condizione preliminare c’è la segnalazione della procura federale e i casi in cui è ammessa sono limitatissimi. Questo strumento è stato introdotto per cercare un equilibrio fra due esigenze: da una parte che l’arbitro resti il giudice unico della gara, dall’altra che certi comportamenti rilevanti dal punto di vista disciplinare e non visti dall’arbitro non restino esenti da sanzioni. In questo spirito è chiaro che possono esserci situazioni delicate come la simulazione, che è un caso classico, tra l’altro la gioia dei commentatori”.

Riproduzione riservata © 2023 - CALCIOBLOG


Tensione fra Vucinic e la Roma, si potrebbe arrivare al divorzio

Floro Flores ci ripensa: per lui pronto il Genoa. La Juve su Luis Fabiano?