Settanta presenze e sette gol, l’avventura di Sulley Muntari all’Inter ha vissuto momenti di esaltazione e altri di depressione, a volte osannato altre ultra-criticato; di sicuro gli ultimi mesi, quelli prima della Coppa d’Africa e del passaggio al Milan (nove presenze e due gol, tre considerato quello non assegnatogli contro la Juve), sono stati i più duri tra quelli passati alla Pinetina. Muntari oggi si sfoga dalle colonne del Corriere della Sera non mandandole a dire; il centrocampista ex Udinese ce l’ha soprattutto con Marco Branca, a cui sono rivolte le accuse più significative:

“Non so cosa non è andato alla fine. Io mi allenavo molto seriamente, facendo di tutto per farmi trovare pronto. Non so però cosa avessero loro (i dirigenti nerazzurri, ndr) in testa. Facevano tutto loro, ma io davo il massimo. Non ci si comporta così tra esseri umani e loro ne hanno fatte di tutti i colori. Chi? Mi riferisco a Marco Branca. Io sono uno che rispetta sia il bambino e sia l’anziano, ma Branca quando entrava nello spogliatoio voleva che mi ‘inchinassi’, quasi come se fosse il mio Dio. Io gli ho detto: ‘Amico, siamo tutti e due dipendenti di Moratti. A me lo stipendio lo paga lui’. Nessuno in squadra lo sopportava. Lui è un falso. Diceva che io ero una brutta persona che faceva casino. Dopo tre anni non ce la facevo più, quindi ho detto a quello che sta sempre affianco a lui, Ausilio, di riferire a Branca che la mia pazienza era giunta al capolinea e che non doveva permettersi più di sparlare. Sa perché ha cacciato Lele Oriali? Perché è una persona per bene. Lui ha capito che se fosse rimasto avrebbe fatto il bene per la società”.

L’ultima bordatina alla sua ex squadra la lancia quando dichiara che “qui al Milan non ci sono gruppi separati, stiamo tutti insieme” concludendo il suo sfogo contro i nerazzurri asserendo di rispettare “soltanto tre persone: il presidente, il cuoco e il team manager, oltre ai miei ex compagni e a tutti i tifosi“. Altra musica quando si parla di Milan, a Muntari gli si accendono gli occhi, anche se non riesce a mettere da parte il livore per il malcapitato Branca:

“Le persone vere si notano subito. Branca non mi è piaciuto dalla prima volta, loro (quelli rossoneri) sono gente per bene. Con loro sono me stesso, rido e scherzo. Non indossano abiti eleganti alla James Bond per venire in allenamento, come invece fa qualcuno. E’ facile giocare in questo gruppo di campioni, oltre ad essere divertenti”.

Parole abbastanza dure, probabilmente arriverà una piccata replica da parte di Marco Branca.

Foto | © TMNews

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ultimo aggiornamento: 19-04-2012


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