Non si placa l’ira di alcuni tifosi della Juventus per la stagione mediocre che i bianconeri stanno vivendo. Stavolta, però, qualcuno ha oltrepassato il limite alzando le mani nei confronti di Jonathan Zebina. Un assaggio di quanto sarebbe successo si è avuto nella domenica mattina, prima della partita vinta dalla Juventus contro l’Atalanta. Prima la contestazione a suon di cori, con Felipe Melo, Jonathan Zebina e Fabio Cannavaro presi particolarmente di mira, poi la degenerazione e il lancio di uova contro i giocatori e oggetti contro il pullman la squadra.

Un tifoso
dei circa 100 presenti è riuscito a sfuggire al cordone di polizia sistemato tra i tifosi e il pullman ed ha colpito con uno schiaffo al collo Zebina. Il giocatore, come hanno mostrato le immagini di Sky Sport, non ha reagito ed è salito sul pullman insieme alla squadra che usciva dall’hotel. Il pullman della squadra ha fatto fatica a partire. Soltanto il massiccio intervento della polizia in tenuta antisommossa ha permesso alla squadra di riuscire a raggiungere lo stadio. I tifosi hanno cercato in tutti i modi di bloccare il veicolo, mettendosi anche davanti e continuando a lanciare uova e bottiglie. Momenti di tensione si sono avuti successivamente, con il pullman ormai partito, quando la Digos ha bloccato un giovane per identificarlo ed ha cercato di farlo salire su una vettura.

Le Foto dello schiaffo a Zebina






Decisa la reazione di Zaccheroni
: “Le mani addosso non fanno parte del mondo civile. La contestazione era annunciata, è legata all’amore dei tifosi delusi per i risultati. Ma le mani addosso non fanno parte del mondo civile. Alle contestazioni dobbiamo rispondere in campo, mantenendo la concentrazione per 90 minuti e non per 45“. Zebina non ha dubbi sulla matrice razzista dell’episodio: “Purtroppo conosco molto bene questi gruppi organizzati di tifosi con idee estremiste. Credo che lo schiaffo di oggi sia una risposta al quel gesto che ho rivolto ai tifosi bianconeri a Fulham: vorrei chiarire però che quello è stato un atto di ribellione ad epiteti razzisti che mi sono stati rivolti. Io sono il primo ad accettare critiche e polemiche, la gente paga il biglietto e può criticare quanto vuole. Io, poi, più sono sotto tensione e più sono concentrato. Certo che questa vita sempre sotto tensione non mi piace, è un periodo molto difficile per noi giocatori. Però certe situazioni o le affronti o ti nascondi: io ho deciso di affrontarle“.


Zebina schiaffeggiato da un ultras








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