Dopo aver giocato, e segnato, nel campionato argentino, inglese e spagnolo, per Diego Forlan è ora di cambiare aria: l’uruguaiano vuole mettersi alla prova con un altro calcio e un’altra vita, la Juve pensa a lui e l’Atletico Madrid, dove attualmente milita l’attaccante, è disposta a cederlo dopo tre anni e mezzo stracolmi di gol. Pareva uno di quei rumors senza troppo fondamento, oggi invece scopriamo che per il biondo centravanti le possibilità di venire a Torino sono molto alte, a patto che Andrea Agnelli metta mano al portafogli, Giuseppe Marotta alzi la cornetta e, insomma, si vada incontro alle giuste pretese dei colchoneros.

Il giocatore è assistito dal fratello Pablo e da Daniel Bolotnicoff, con Davide Lippi che fa da intrallazzatore per cercare di dipanare la matassa; a sentire però Pablo Forlan la situazione è più semplice di quanto non possa sembrare: “Mio fratello Diego sarebbe onorato dell’interessamento di un club prestigioso come la Juve. Però finora a parlare della cosa è soprattutto la stampa. Aspettiamo un’offerta concreta. Certo l’idea di provarsi nella serie A, dopo aver giocato in Premier e nella Liga lo intriga parecchio“. Come dire, pagare moneta vedere cammello. Ma quanto costa l’ormai 32enne Diego Forlan? Neanche tantissimo, il problema è che i soldi sono quelli che sono.

Da Madrid sono disposti ad accettare un assegno di 15 milioni di euro, trattabile fino a 10, non di meno; Marotta che ormai ha imparato la canzone cerca di scucire il solito prestito con diritto di riscatto a rate, opzione che però non invoglia gli spagnoli. Con la pedina Marco Motta, ultimamente trattato un po’ come Sissoko e Amauri (cioè inserito in tutte le trattative come “merce” di scambio), che potrebbe far quadrare il cerchio. E poi ci sarà da concordare l’ingaggio con Forlan stesso che ad oggi guadagna 4,5 milioni di euro netti e che pare abbia fatto sapere di non voler scendere sotto i quattro per il prossimo futuro.

L’enigma di fronte al quale si trova il buon Marotta non è solare come sembra: fidarsi di un attaccante con alle spalle 32 primavere per un’operazione da circa 40 milioni di euro (considerato un contratto triennale a 4 milioni netti a stagione)? D’altra parte dopo il buon avvio di carriera con l’Indipendiente e il non eccelso biennio al Manchester United (appena 17 gol in 98 partite ufficiali), in Spagna si è consacrato a livello internazionale, segnando in sei stagioni e mezzo la bellezza di 144 gol in poco più di 300 partite. Ha vinto due volte la Scarpa d’Oro e in Sudafrica, oltre ad aver fatto il capocannoniere, è stato anche eletto miglior giocatore del Mondiale col suo Uruguay.

Dunque, una scommessa. E i vertici dirigenziali juventini prendono tempo.

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