Calcolatrice in mano, telefoni roventi, dubbi (tanti) e certezze (poche), l’ultimo obiettivo stagionale andato in fumo, l’incubo settimo posto e la prima partita ufficiale che si giocherebbe a fine luglio (e neanche la possibilità, ormai, di arrivare ottavi): non c’è mai fine al peggio e la stagione della Juve si chiude con un manipolo di paure e incertezze, da fugare al più presto con almeno il nome del prossimo allenatore. Il sesto condottiero bianconero in quattro anni ha da più giorni generalità spagnole, ma Rafa Benitez pare non scomporsi e ritualmente ripete che ha ancora un contratto col Liverpool e intende rispettarlo; 22 milioni in tre anni più bonus, assistenti al seguito e voce importante sul capitolo mercato, le lusinghe delle sirene bianconere fanno vacillare l’esperto allenatore che però prende tempo, facendo spazientire la proprietà bianconera. E allora ecco l’ennesimo ultimatum: o dentro o fuori, con Prandelli e Spalletti difficili, ma valide, alternative.

La trattativa va avanti, ma ora stiamo valutando anche altre ipotesi” ha detto a un tabloid inglese un anonimo dirigente juventino, con lo spogliatoio del Liverpool che da più parti presenta crepe e sembra ormai rassegnato all’addio del proprio capo dello spogliatoio. Il nome del nuovo allenatore bianconero sarà la base di cemento armato per programmare il futuro, con Beppe Marotta, attuale ds della Sampdoria, già in rampa di lancio per assumere il comando delle operazioni di mercato. Dicevamo delle calcolatrici in mano: già, sono giorni di calcoli e conti vari per aggiungere al tesoretto stanziato dalla proprietà altri liquidi da investire sul mercato. Una plus-valenza tira l’altra, cessioni mirate, ingaggi onerosi di cui liberarsi e l’agenda degli osservatori zeppa di nomi e appunti. A partire dal portiere, il lifting della Vecchia Signora sarà radicale.

Gianluigi Buffon alla fine della partita col Catania, ennesimo scempio di gioco e conseguente risultato deludente, ha ammesso per la prima volta che un suo addio non è un’ipotesi remota: lo vogliono il Bayern Monaco e il Manchester United, lui preferirebbe la soluzione mancuniana non facendo mistero di apprezzare l’Inghilterra e la Premier League. Altro big con le valigie in mano è Mauro German Camoranesi, dopo otto anni è ora di lasciare la barca come confermato dal suo agente Sergio Fortunato: “E’ finito un ciclo, ma questo non vuol dire che i rapporti tra noi e la Juventus non siano ancora buoni. Ieri ho incontrato nuovamente Alessio Secco. E’ andato tutto bene, cercheremo di raggiungere un accordo per trovare una sistemazione che sia adatta a Mauro. Stiamo parlando di un calciatore che giocherà i Mondiali, è ovvio che ci vorrà una squadra di livello, altrimenti onoreremo il contratto con i bianconeri, in assoluta tranquillità e mantenendo gli ottimi rapporti con la società, più in là ne sapremo di più“.

Ed è quasi al capolinea l’avventura di un altro super big, cioè David Trezeguet: altro pezzo di storia bianconera (con Serie B annessa), altro stipendio da capogiro da non pagare più. Se per Camoranesi le soluzioni sono francesi, turche o sudamericane, per il transalpino si parla di Milan o di un ritorno in patria. Altro campione da sacrificare Mohamed Sissoko, soprattutto se arriva Benitez: tra i due non corre buon sangue, in più il maliano ha completamente cannato la stagione. Plus-valenze cercasi con le cessioni di Grygera e Cannavaro, anche Zebina si guarda intorno, Amauri, Poulsen e Giovinco fanno lavorare i procuratori nel caso finissero anche loro nella lista nera. E in entrata? I soliti nomi, dalla truppa Reds se arrivasse Benitez, ai vari Marchetti, Kjaer e Pazzini. Cantiere d’altri tempi in quel di Torino…

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