Una caporetto, a dire il vero l’ennesima di una stagione maledetta, per i bianconeri. Un 4 a 1 in casa dei modesti inglesi del Fulham che stona rispetto all’impresa di appena due giorni fa compiuta nella stessa città dall’Inter di Mourinho. Non funziona nulla, esattamente come era nelle aspettative. Stavolta però i tifosi contestano la squadra già a Londra e preannunciano un’autentica mobilitazione all’Aeroporto di Caselle quando la squadra rientrerà a Torino. Jonathan Zebina, non il peggiore dei suoi ma da tempo bersaglio degli ultras, ha rivolto il classico dito medio in direzione del settore ospiti quando è uscito al 91′ dopo essere stato espulso.

Cori contro Fabio Grosso, Felipe Melo, Cannavaro ed in generale tutti i “nuovi acquisti”. La situazione della Juventus era già chiara domenica alle 17 dopo la rimonta subita dal Siena, l’avevamo descritta nella maniera più dettagliata possibile. Una squadra con una difesa fragilissima, con un portiere inadeguato (e dobbiamo scusarci con lui perché Antonio Chimenti è stato il migliore in campo con alcune parate di grandissimo livello), incapace di mantenere il vantaggio e di gestire il gioco. Zaccheroni sperava di passare il turno, nonostante la situazione precaria manda in panchina il disastroso Grygera, ma non ha fortuna. Esattamente come nella debacle europea con il Bayern Trezeguet aveva aperto le marcature dando una falsa speranza alla Juventus.

Ma Cannavaro si fa prima beffare da Zamora per il gol del pareggio al nono, poi trattiene leggermente Gera lanciato a rete e si fa espellere. Da lì in avanti la Juventus sparisce dal campo, solita prestazione nulla del fenomeno brasiliano Diego, incapace di creare la superiorità numerica finisce per essere anche dannoso quando ripiega visto che con un fallo di mano ingenuo provoca il rigore del 3 a 1 Fulham.

La gallery della disfatta bianconera





La società e il Presidente Blanc che qualche mese fa litigava a mezzo stampa sul numero di stelle da appuntare al petto dei bianconeri al termine della stagione incassano l’ennesimo fallimento.

L’unico a salvarsi è ancora lui, sempre lui, Alessandro Del Piero. Da vero capitano, nonostante sia rimasto in panchina 85 minuti a vedere i suoi compagni impegnati in un karakiri sportivo senza precedenti, si presenta ai microfoni ed dichiara:

Mi spiace, non siamo da Juventus.

Bisognerebbe ripartire da qui, dalla professionalità e dalla dignità di qualcuno che tenga a questa squadra.

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