Riccardo ed Alessio erano due amici, un portiere e un centrocampista. Come tanti. Anzi probabilmente con più talento di altri, visto che a 17 anni erano nelle giovanili di una grande squadra come la Juventus.
Il sogno però era identico a quello di tanti loro coetanei e di quelli che hanno avuto 17 anni una vita fa: diventare calciatore. C’è chi avrebbe rinunciato a tutto pur di aver avuto una opportunità e di giocarsela con le proprie qualità come Riccardo ed Alessio: si sa che i sogni sembrano meno tali se la notte ti addormenti nel letto che ospita le giovanili bianconere invece di quello a casa tua.
Per questo la loro assurda morte sembra ancora più incredibile, come se il destino facesse questi scherzi solo a chi non può permettersi di sognare. La magistratura si occuperà di spiegare se qualcosa o qualcuno ha avuto qualche responsabilità in questo dramma e di rispondere ad alcune domande che tutti, ed in particolare la famiglia e gli amici dei ragazzi, si fanno e si faranno nelle prossime ore e giorni. Ora c’è spazio per il dolore di chi li conosceva e di chi li ha conosciuti solo ora ma ha o aveva avuto lo stesso identico sogno: giocare a pallone e conquistare le copertine dei giornali sportivi.
Riccardo ed Alessio non ci sono più ma sono in copertina: non per una parata o per un gol ma per la passione per il calcio che li ha fatti rimanere in campo ad allenarsi e migliorarsi quando gli altri erano già sotto la doccia. L’ ultima copertina, ricca di amicizia e di amore.

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ultimo aggiornamento: 16-12-2006


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