Cesare Prandelli non vuole sentir parlare della vicenda calcioscommesse nel ritiro della nazionale. Dopo la terza ondata di arresti di quattro giorni fa, le conferenze stampa di giocatori e staff dell’Italia sono state quasi totalmente incentrate sulle vicende giudiziarie. Quando la scorsa estate ci furono le prime fughe di notizie ed i primi scandali, l’intero movimento di ‘élite’ calcistico prese le distanze da quello che sembrava essere un fenomeno che coinvolgeva solo le categorie inferiori. Purtroppo con il passare del tempo abbiamo scoperto che anche dei giocatori di Serie A, per giunta importanti, si sono impegnati per falsare partite e campionati ricevendo soldi da organizzazioni criminali straniere.

Il blitz all’alba a Coverciano per prelevare ed interrogare Mimmo Criscito, ha coinvolto in modo inevitabile anche gli azzurri. Già ieri Cesare Prandelli ha cercato di evitare di parlare di questa vicenda, bollando chi si era reso protagonista di certi comportamenti come uno ‘sfigatello’. Ieri sera in serata però l’ennesima fuga di notizie dalle Procure, ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica un’indagine della guardia di Finanza del 2010 che ha indagato su Buffon e su 15 assegni consegnati a Massimo Alfieri, un tabaccaio e titolare di punto scommesse di Parma. Il forte sospetto è quello che il portiere della nazionale abbia consegnato questi soldi per effettuare delle scommesse a suo nome, anche se in questo momento non ci sono vere prove a sostegno di questa tesi.

Anche qualora fosse accertato che Buffon giocava attraverso Alfieri, potrebbe tranquillamente non trattarsi di scommesse riguardanti partite falsate e magari neanche del campionato italiano. Certamente lo juventino meriterebbe una squalifica dalla federazione perché i tesserati non possono effettuare nessuna scommessa, ma non andrebbe certo messo sullo stesso piano di un personaggio come Andrea Masiello che causava in campo autogol volontari.

Insomma in questo momento ci sono solo degli assegni consegnati da Buffon per una cifra complessiva di 1.585.000 euro in 10 mesi ad un tabaccaio di Parma, eppure già in molti hanno chiesto di togliere la fascia di capitano al numero uno, o addirittura di non farlo partecipare agli Europei. Per questo motivo Cesare Prandelli ha parlato davanti ai microfoni ed ha detto di essere disponibile anche a non partire per gli Europei se servisse in qualche modo al bene del calcio italiano. Queste le sue parole:

“Se ci dicessero che per il bene del calcio la Nazionale non deve andare agli Europei non sarebbe un problema. Per quanto mi riguarda non sarebbe un problema. Ci sono cose che reputo più importanti. Non mi piacciono le crociate, mi piacciono i confronti e non le prese di posizione senza pensare alle conseguenze. Vorrei parlare solo di calcio ma quello che sta succedendo ci impone qualcosa di diverso. Per quanto riguardai i giocatori continuiamo a dire che quelli che sono coinvolti non partiranno per gli Europei. Se poi vogliamo creare delle crociate creiamole. L’umore di Buffon? Lui è molto forte ha grande personalità, ma nonostante questo anche a una persona come lui può pesare un momento difficile come questo”.

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ultimo aggiornamento: 01-06-2012


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