E arrivò anche il giorno di Andrea Cossu, Salvatore Sirigu e Leonardo Bonucci. Il laboratorio di Lippi in vista del Mondiale si arricchisce di nuovi esperimenti, un riconoscimento sicuramente meritato per questi ragazzi che dopo quasi due terzi di stagione stanno facendo più che bene. Due ventitreenni e un trentenne, quel Cossu che a Cagliari sforna assist come fossero panelle fresche, dribbling e classe tanto da far venire l’acquolina in bocca al presidente del Barcellona Joan La Porta: “Ho pensato a quando, da ragazzino, sono stato mandato via dal Cagliari. Avevo 13 anni e mi hanno detto che non avevo il fisico. A chi dedico la chiamata? A tutto il Cagliari, dai magazzinieri al presidente. Ha fatto scalpore il fatto che lo dedicassi al magazziniere, ma ci credo veramente perché i successi sono di tutti“.

Compagno di stanza di Marchetti anche a Cagliari, ora Cellino può davvero fregarsi le mani; e chissà che anche Matri non avrà qualche chance in futuro. La gavetta del piccolo (di statura) sardo è forse normale, vista la non più giovanissima età; lo è meno quella dovuta fare dagli altri due esordienti. Eh già, perché sia Sirigu che Bonucci nonostante siano entrambi dell’87 hanno già girato la penisola da nord a sud, compreso il centro. Il portiere del Palermo ha vestito le maglie di Venezia, Cremonese e, l’anno scorso, Ancona; quest’anno exploit con Zenga, conferma di Delio Rossi; come ha lui stesso dichiarato, ha preso un treno che viaggiava velocissimo: “La notizia della convocazione me l’hanno data proprio mentre stavo facendo la merenda prima della partita e devo ammettere che mi è rimasta un po’ in gola per l’emozione“.

E’ solo merito del Palermo e per questo vorrei ringraziare tutti. Walter Zenga mi ha lanciato, ma Delio Rossi mi ha confermato. Adesso ciò che conta è rimanere umile, in questi giorni sono vicino a gente che fino a poche settimane fa vedevo solo in tv, cresciuto com’ero nel mito di Peruzzi, Toldo e Buffon” ha continuato il portiere dei rosanero, ora addirittura nel mirino del Bayern Monaco. Felice e modesto come lui (curiosità: lo ha anche trafitto di recente nella partita del San Nicola tra Bari e Palermo), il coetaneo Leonardo Bonucci che dalla retrocessione in C col Pisa si è trovato titolare nella Nazionale: domani dovrebbe giocare nella difesa a tre insieme a Chiellini e Cannavaro. La chiamata, per lui inaspettata, l’ha definita una “emozione traumatica“.

Per me significa stare accanto a chi ha fatto la storia del calcio italiano e a chi continuerà a farla. Per me e’ un momento indescrivibile…” ha detto il difensore viterbese che a 19 anni era già titolare in B, col Treviso. Poi la sosta in Toscana, sempre girato dall’Inter, prima di approdare al Genoa nell’affare Thiago Motta; Preziosi ha poi pensato bene di cederlo in comproprietà al Bari: “Ringrazio i compagni, Ventura e il Bari, per avermi consentito di arrivare in maglia azzurra. Ora penso solo a sfruttare al massimo quest’occasione, i Mondiali sono ancora lontani e, comunque, c’è una nutrita concorrenza da superare“.

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