Non sono bastate la recente conquista della Carling Cup ai danni dell’Aston Villa e l’ottimo risultato ottenuto nell’andata degli ottavi di Champions League contro il Milan per placare l’ira dei tifosi del Manchester United contro lo statunitense Malcolm Glazer, proprietario del club inglese dal 2005. In sole ventiquattro ore infatti, sono saliti da trentaseimila a settantaseimila (ma gli organizzatori puntano a superare quota centomila) i tifosi dei Red Devils che hanno aderito all’iniziativa del Manchester United Supporters Trust, nata per costringere l’imprenditore americano a cedere la maggioranza delle azioni della società, sulla quale graverebbero quasi ottocento milioni di euro di debiti.

Il combattivo gruppo avrebbe anche trovato un possibile acquirente, un gruppo di facoltosi tifosi della città, soprannominati Red Knights, i quali sarebbero disposti a mettere sul piatto un’offerta da quasi un miliardo di euro per rilevare la squadra. Il direttore generale dello United, David Gill, ha però escluso categoricamente che il club sia in vendita, confermando la proprio determinazione a non cedere alle pressioni della tifoseria e sottolineando l’impegno economico della proprietà per risolvere la grave situazione finanziaria, dimostrato a suo parere dalla recente emissione di obbligazioni per il valore di cinquecentocinquanta milioni di euro, allo scopo di scongiurare la possibile bancarotta.

Per i molti tifosi di uno dei club più titolati d’oltremanica dunque, l’incubo di un forte ridimensionamento a partire dalla prossima stagione e soprattutto quello del “sorprasso” da parte degli odiati cugini del Manchester City, per il quale il ricchissimo proprietario, lo sceicco arabo Al Mansour, ha annunciato una campagna acquisti faraonica, sembra farsi sempre più concreto.

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