Matteo Melandri, uno dei legali di Stefano Mauri, intervistato in esclusiva da Lalaziosiamonoi.it, ha espresso un certo ottimismo per quanto concerne il destino giudiziario del suo assistito. Nella giornata di ieri al centrocampista della Lazio sono stati concessi gli arresti domiciliari da Giulio Salvini, Gip della Procura di Cremona. Quest’ultimo , tuttavia, non ha lesinato dubbi sulla veridicità della deposizione di Mauri, qualche giorno fa. Melandri, l’avvocato di Mauri, è invece sicuro dell’innocenza di Mauri:

“Sono pienamente soddisfatto inoltre, io facendo il penalista, non posso che sottolineare che questi avvenimenti mi fanno ben sperare. Abbiamo fatto un impugnazione al Tribunale del Riesame. La stessa ordinanza verrà comunque valutata dal tribunale del Riesame quanto prima quindi, in quella sede, riteniamo che ci possano essere delle fortissime possibilità che quell’ordinanza possa essere annullata. In quel caso, tornerebbe non soltanto in libertà, ma soprattutto verrebbero minati quei presupposti che noi continuiamo a denunciare nel corso di questi giorni. Noi riteniamo questa ordinanza assolutamente illegittima perché non ci sono e non c’erano i presupposti per poter arrivare all’arresto di Stefano Mauri”.

Melandri attacca le tesi dell’accusa:

“Il Gip dice che, per quanto riguarda le giustificazione fornite da Stefano con riferimento alla scheda di Samantha Romano, secondo lui sono considerazioni fornite a posteriori. Questa è una cosa, a mio avviso abbastanza incredibile, vengono cambiate le regole del processo. Lei deve sapere che il processo non è inquisitorio, ma accusatorio. Ovvero la Procura deve avere, non solo per poter emettere un’ordinanza di custodia cautelare ma anche per poter rinviare a giudizio un soggetto, per reati di questa gravità, deve avere elementi di prova tali che, da soli, possano sostenere l’accusa in giudizio. Stefano dovrebbe avere un processo penale e, le prove nei confronti della sua responsabilità, sono dei contatti telefonici con questi soggetti. Con queste tesi accusatorie e con queste prove, la Procura non va da nessuna parte. Quindi non è che tu mi arresti e poi mi dici ‘adesso mi devi giustificare perché avevi il telefono di Samantha Romano’”.

Il castello accusatorio è fragile secondo Melandri e alcuni media hanno fatto “la loro parte”, violando il segreto istruttorio:

“Tutto ciò che oggi è uscito sui giornali, non è altro che l’ennesimo episodio di violazione del segreto istruttorio. Tutte queste cose sulle conversazioni non sono contenute nell’ordinanza e non sono neanche negli atti a sostegno della misura. Queste cose che sono uscite oggi sul giornale, noi non possiamo neanche saperle perché non sono presenti nell’ordinanza. Questo processo, da quando è iniziato, continua ad avere queste fughe di notizie che sono allarmanti: sui giornali veniamo perfino a sapere quali saranno le domande che il pubblico ministero vorrà fare a Mauri nell’interrogatorio forse di questa settimana? Se fossero delle conversazioni così rilevanti come scrivono i giornali, per quale motivo non sono state messe nell’ordinanza? Evidentemente non erano così importanti. Le intercettazioni non sono state fatte sentire né a Mauri, né a noi. Oggi il giudice doveva decidere sull’istanza che è stata fatta dopo l’esito dell’interrogatorio. Poi, le indiscrezioni che sono trapelate dai giornali, sono su elementi che non sono tra gli atti a sostegno della misura. Quindi fanno parte ancora del segreto istruttorio perché, fino a prova contraria, questo è un fascicolo ancora in indagine, che guarda caso hanno i giornali ma non hanno i difensori e non sono stati contestati a Stefano nel corso dell’interrogatorio ovviamente perché non facevano parte dell’ordinanza”

Il prossimo passo?

“Il prossimo passo non è altro che l’udienza al Tribunale del Riesame, aspettiamo con ansia di poter gridare le nostre ragioni. Confidiamo che il tribunale possa annullare l’ordinanza impugnata. Quando ci sarà l’udienza? Ancora non lo sappiamo, ho impugnato l’ordinanza giovedì. Funziona così: il Tribunale del Riesame deve chiedere gli atti a Cremona e, dal momento in cui riceve gli atti, ha dieci giorni per poter decidere sull’impugnazione. Questo vuol dire che in dieci giorni da quando ha ricevuto gli atti deve fissarmi l’udienza e decidere già sul provvedimento. Per i primi giorni della prossima settimana dovrebbe esserci”.

Infine una speranza che per Melandri è quasi una certezza, vale a dire la scarcerazione:

“Su questo confido che, se il Tribunale del Riesame dovesse darci un provvedimento, che noi cerchiamo, tutto questo ovviamente potrebbe avere dei risvolti positivi anche nel processo sportivo. Cerco però di affrontare un ostacolo alla volta. Per il momento abbiamo davanti un processo penale e avevamo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e già abbiamo ottenuto un primo passaggio fondamentale perché Stefano è libero è sta a casa. Il nostro prossimo impegno è quello di consentire a Stefano di tornare libero completamente, riteniamo che questa detenzione sia assolutamente illegittima. Poi affronteremo uno per volta tutti i problemi che si affronteranno, il prossimo passo sarà sicuramente quello del processo sportivo. Però sicuramente dopo l’udienza del Tribunale del Riesame che, a questo punto, devo dire che confido e do un’importanza significativa a tutta la vicenda”.

Foto | © TMNews

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ultimo aggiornamento: 05-06-2012


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