Niente male come esordio stagionale in Champions League: il Milan ritrova la vittoria casalinga europea che mancava da un’eternità (Coppa Uefa di due anni fa, sulla sirena Ronaldinho piegò l’organizzato Sporting Braga) e lo fa salutando con entusiasmo i primi gol in rossonero del super acquisto dell’estate, Zlatan Ibrahimovic. Ma per essere una partita di settembre contro il pur non irresistibile Auxerre, lo scotto da pagare per i tre punti conquistati è stato abbastanza pesante: Ibra che attacca senza mezzi termini Sacchi (verbalmente ma con molta ferocia dialettica), Pato e Ambrosini che escono malconci dal match.

Il Papero milanista ha di cristallino sia la classe che le fibre muscolari: sostituito ad inizio ripresa per Robinho, si pensava ad un semplice avvicendamento tattico. E invece no, il brasiliano aveva sentito il solito immancabile dolore alla coscia sinistra, l’ennesimo infortunio di una lunga serie, indubbiamente un handicap per la definitiva, si spera in casa Milan, esplosione del giovane giocatore. E poi capitan Ambrosini, per lui beghe al ginocchio mancino, niente di grave ma comunque uno stop di tre settimane: non una buona notizia, soprattutto perché le big sono entrate in una venti giorni piena zeppa di partite.

Questo il comunicato del Milan, con tanto di diagnosi e prognosi per entrambi i calciatori:

“Il responsabile sanitario dell’A.C. Milan dott. Gianluca Melegati, comunica che i calciatori Massimo Ambrosini e Alexandre Pato hanno effettuato questa mattina gli esami medici strumentali. Il capitano rossonero, visitato anche dal dott. Piero Volpi, esperto traumatologo sportivo, ha riportato una distrazione capsulare del ginocchio sinistro, senza rotture legamentose. Il periodo di recupero è valutabile in circa tre settimane. Gli esami su Pato hanno evidenziato una piccola distrazione di alcune fibre del lungo adduttore gamba sinistra. Pato dovrà osservare un periodo di recupero funzionale di 2/3 settimane”.

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