Massimo Moratti è intervenuto oggi a Coverciano in un convegno della stampa sportiva al quale era stato invitato. Il presidente dell’Inter ha parlato lungamente ai presenti, all’indomani della sconfitta contro l’Udinese non potevano ovviamente mancare i riferimenti al presente e alla stagione in corso, la prima dopo la scorpacciata di successi targati Mourinho. Ma il suo pensiero inevitabilmente è andato anche al passato, così è tornato a parlare del 2006 e di quei fatti che presero il nome di Calciopoli, fatti che durante i dibattimenti di Napoli stanno cambiando la loro connotazione, tanto che lo stesso nome in voga cinque anni fa viene tirato in ballo con molta più prudenza.

Il patron nerazzurro non sembra però molto attento all’attualità o almeno resta fermo sulle sue posizioni, per lui il calcio italiano era marcio, i successi dell’Inter dal famoso processo sportivo, con le conseguenti penalizzazioni, in poi sono la prova di tale teoria:

“Il fatto che l’Inter abbia vinto dopo Calciopoli dimostra quanto questa sia stata una vera truffa per il calcio italiano, una prova in più di quanto stava accadendo. Era frustrante quando dicevano che spendevo e non vincevo. Calciopoli è stata una cosa veramente volgare oltre ad una fregatura economica”.

Vero è, basta sfogliare i giornali di quegli anni, che più di una volta il nome dell’accusato numero uno, Luciano Moggi, era stato accostato all’Inter, Moratti però smentisce seccamente l’ipotesi secondo la quale la sua Inter avesse individuato nell’ex dirigente bianconero la chiave per tornare a vincere:

“Se ho mai pensato di prendere Luciano Moggi? Non mi piace smentire, per carattere, cose che si pensano che siano vere, e comunque non ho mai pensato di prendere Moggi”.


Il discorso si è poi spostato su un passato più recente e cioè le scorse stagioni, per la precisione quelle con in panchina José Mourihno, allenatore rimasto nel cuore del petroliere:

“Mi è dispiaciuto che in Italia Mourinho non sia stato premiato, ho avuto tanti allenatori ma lui è stato il migliore. Mourinho è un tecnico che lavora tantissimo, è tra le persone più serie e più rispettose del calcio che io conosca. È stato premiato allora un altro ragazzo bravo, che stimo”.

Il riferimento è ovviamente all’allenatore rossonero Massimiliano Allegri, tra l’altro anche lui presente al seminario, premiato lo scorso anno come migliore dai suoi colleghi. E per non scontentare nessuno Moratti ha precisato di nutrire grande stima e rispetto per il suo attuale tecnico Leonardo, accostato a Roberto Mancini, con il quale condivide la grande preparazione e la giovane età. Parlando del presente inevitabile è stata un’analisi della pesante sconfitta subita ieri al Friuli dall’Inter, debacle che non sminuisce il buon lavoro fatto fino ad oggi dal brasiliano chiamato a sostituire Rafa Benitez:

“Può capitare, forse la squadra era un pò stanca, ma ha giocato molto bene l’Udinese e questo bisogna accettarlo. Noi siamo partiti anche bene, forse la squadra ha avuto l’impressione di avere in mano la partita dopo il gol, poi però per come ha giocato l’Udinese non era facile per nessuna squadra, quindi do merito agli avversari”.

Moratti, a tal proposito, conferma che la società è alla ricerca di un ulteriore attaccante per arricchire la sua rosa, tenendo anche conto della fragilità mostrata da Milito in questi ultimi mesi. Il nerazzurro però smentisce di essere interessato ad Amauri, specificando che il giocatore non è neanche in vendita, anche se forse a Torino non la pensano proprio allo stesso modo. Poi a sorpresa l’interista ha parlato anche di quello che, almeno attualmente, può essere considerato il suo rivale numero uno tra i presidenti, Silvio Bersluconi:

“La prima volta ci incontrammo in un ristorante e mi disse sto perdendo certe cifre nel calcio’, poi mi resi conto che erano davvero quelle le cifre. Berlusconi ha dato tantissimo al calcio in termini di generosità, ha portato successi incredibili al Milan. Non posso dire che è stato lui ad alzare i costi del nostro calcio perché io non sono certo uno che li ha abbassati”.

Ultimamente però Moratti sembra essere molto più attento al bilancio del suo club, sarà per una forma di appagamento dopo le tante vittorie, sarà anche per la prossima introduzione da parte della Uefa del cosiddetto fair play finanziario. Il presidente dei nerazzurri si è detto d’accordo in linea di principio con le nuove norme anche se auspicherebbe una maggiore elasticità:

“Quando Platini mi accennò del fair play, per qualcuno sembrava che fosse una cosa contro di me. Io dico invece, finalmente, perché quel giorno smetterò di mettere soldi tutti i giorni nel calcio. L’Inter è una cosa talmente dispendiosa che non la consiglierei a nessuno, figurarsi a mio figlio. Mi auguro che il fair play finanziario ci permetta di vivere il calcio in modo diverso. È un’iniziativa intelligente però dovrebbe esserci qualche apertura: ad esempio la penalizzazione non dovrebbe essere quella di non partecipare alle Coppe se non sei in regola con le indicazioni del fair play, ma si potrebbe disputare un turno in più di Coppa. La cura della malattia è cercare di essere a posto con i conti, ma al tempo stesso bisogna anche preservare la storia e il prestigio di un club”.

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