José Mourinho, ormai da qualche mese, parla solo quando si è nell’attesa o nel post partite di “coppa”. Non fa eccezione nemmeno la finalissima della Coppa Italia che andrà in scena domani sera all’Olimpico di Roma, stadio teatro della gara fra Lazio e Inter di domenica che ha acceso una polemica infinita sull’atteggiamento del pubblico e dei giocatori biancocelesti. Lo Special One non vorrebbe parlare di Campionato, ma si contraddice subito non riuscendo a trattenere quello che è un autentico sfogo contro Rosella Sensi:

Vergogna bisogna averla solo se si ruba. E se noi siamo arrivati a questo punto a giocarci tutto non meritiamo rispetto, ma esigiamo rispetto. La signora può essere presidente, dottoressa, può essere nata in una culla dorata ma deve darci rispetto.

In questo contesto, con giallorossi e nerazzurri protagonisti di un durissimo confronto anche per la conquista dello Scudetto, anche la snobbata Coppa Italia diventa terreno ideale per consumare vendette sportive e non. Il timore del Viminale, che per la finale di domani ha imposto il ritiro di 15 mila tagliandi ancora invenduti e schiererà 1000 agenti, è quello di vedere scontri fuori e dentro l’Olimpico un po’ come già accaduto in occasione del Derby. In quel caso, nonostante la guerriglia urbana e cinque accoltellati si decise di non procedere con alcuna sanzione per le due tifoserie.

Tornando alla conferenza stampa di Mourinho c’è da registrare un altro affondo proprio sul luogo che è teatro da qualche anno della gara unica di finale per la Coppa Italia. Il portoghese “racconta” così i suoi avversari prima di commentare sarcastico sul fatto che la partita si giochi a Roma:

La Roma due anni fa ha giocato contro l’Inter fino alla fine del campionato. L’anno scorso non tanto, ma ho sempre visto il potenziale della squadra. E ora una rosa così non poteva continuare il campionato come aveva iniziato: pareva logico che finisse almeno fra le prime quattro, Poi ha approfittato di un periodo che mi ha fatto smettere di andare in conferenza stampa e si è avvicinata fino a superarci. In Europa League, una competizione che non è difficile vincere, ha avuto una giornata storta con il Panathinaikos.Ora ha la fortuna di giocare la finale di coppa Italia in casa, che è una cosa unica al mondo, perché non conosco altre coppe nazionali che si chiudano in casa di una delle finaliste.

Lo Special One mette, in parte, le mani avanti ora che in pochissime partite si gioca con i suoi atleti tutti i trofei da assegnare, Campionato, Coppa Italia e Champions League:

Zero titoli non sarebbe un dramma se lotti fino alla fine in tutte le competizioni. E’ un’altra storia se finisci quinto a 30 punti dalla prima. Ora non possiamo fare una scelta, non possiamo risparmiare giocatori: restano quattro partite che sono tutte importanti. Se vinciamo tre titoli è storico, due o uno è bello, se non ne vinciamo non è una vergogna. Giochiamo ogni tre giorni mentre altri sono in vacanza e, ironia del destino, il calcio italiano spera che vinciamo la coppa per mantenere il ranking Uefa.

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