Walter Novellino è nato in provincia di Avellino, ha vissuto a San Paolo del Brasile, Milano, Torino (dove ha fatto le trafile giovanili ed ha esordito in Serie A), Perugia e in tante altre città a seconda della sua carriera da calciatore e da allenatore. Nel capoluogo umbro, a Perugia appunto, ha passato 5 stagioni importanti da giocatore ed ha esordito come mister tanto che ora il tecnico del Toro vive lì, avendo acquisito anche un pizzico dell’accento della bella città del cioccolato. Sono forse i suoi legami con Perugia le basi dell’acredine del ternano Zampagna nei confronti di Novellino, tanto che ieri pomeriggio durante Atalanta-Torino il copione s’è ripetuto: sul gol allo scadere del granata Motta, l’allenatore ha iniziato ad esultare in modo molto molto “colorato” e l’attaccante della Dea se l’è presa non poco andando verso di lui e ingiuriandolo, pare, con frasi di tutti i tipi (tanto da meritarsi il cartellino giallo dopo esser stato allontanato a fatica).

Novellino, detto Monzon per la sua somiglianza col celebre pugile, aveva già dovuto sorbirsi un fitto lancio di oggetti dai tifosi siti alle sue spalle ma, a quanto pare, a questo è più o meno abituato. Tutt’altra storia è quando si tratta di dover fronteggiare l’ira di Zampagna: “L’intelligenza non è un optional. Non bisogna aver studiato, serve soltanto avere rispetto delle persone e dell’avversario. Io sul 2-0 me ne sono stato zitto, ho sofferto in silenzio. Sul 2-2, invece, lui ha fatto cento metri di corsa per venirmi addosso e me ne ha dette di tutti i colori” ha detto l’allenatore.

A mettere ancora più pepe nella polemica ci ha pensato l’altro marcatore del Toro, Nicola Ventola: “Nell’intervallo, dal nostro spogliatoio abbiamo sentito Zampagna che prendeva in giro il nostro mister. Lui s’è tenuto tutto dentro, ci sta che sul 2-2 magari possa avergli detto qualcosa” ha ipotizzato il barese, ancora in cerca di una casa a Torino dopo i 30 e più rifiuti della moglie Kartika Luyet che preferisce l’albergo alle sistemazioni fino ad ora propostele. E parla dell’accaduto anche il presidente Cairo: “Quel che non dovrebbe capitare è vedere certi giocatori, sempre i soliti, ricorrere a mezzucci per provocare, scaldare la folla. Dovrebbero farsi un’esame di coscienza, capire che potrebbero farne tranquillamente a meno, anche perché i mezzi tecnici li hanno” ha detto tra il serio e il faceto il famoso editore.

Tutte dichiarazioni dettate anche dalla felicità di un pareggio raggiunto con una bella rimonta e in 10 uomini, tanto entusiasmante quanto deludente per gli orobici. Del Neri ha parlato della gara e dell’ingenuità dei suoi ragazzi, Zampagna pare non sia intervenuto sull’accaduto: chissà, forse è meglio per placare polemiche di cui non sentivamo certo il bisogno…

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