In questi giorni a Palermo ci si traveste da pompieri: gettare acqua sul fuoco dei sogni, quello di un quarto posto che non sarà lo scudetto proclamato ad agosto da Zenga, ma che sarebbe un risultato incredibile per una squadra sì forte ma non tra le migliori del campionato. Partenza ad handicap, poi con Delio Rossi sono cambiate tante cose con un mercato di gennaio praticamente silente: tanto al Barbera gli uomini per puntare in alto già c’erano, in primis quel Fabrizio Miccoli capitano, bandiera e anima di una squadra che crede sempre più in lui.

A segno da 4 turni consecutivi, ha espugnato con una gemma l’Olimpico di Torino, ripetendosi una settimana dopo di fronte al suo pubblico: tiro a giro, ancora, e tanti saluti all’ex compagno Rubinho, il portiere del Livorno per 80 minuti perfetto e capitolato solo di fronte alla parabola superba del salentino. Ma, a proposito, un posto in Nazionale per il fantasista pugliese proprio non c’è? Il ct azzurro Marcello Lippi non lo ha mai preso neanche in considerazione, e anche alla Juve dove lo allenò non lo reputò mai un titolare. Acredini o scelta tecnica, Miccoli non si fascia la testa. Ma si fa le sue domande.

La chiamata azzurra non arriva? Io credo che una decisione in questo senso sia stata già presa e francamente non ci penso più di tanto. Mi fa male però il fatto di non essere nemmeno preso in considerazione per una eventuale convocazione. Però mi consolo con il Palermo. Vorrà dire che farò ancora meglio con la maglia rosanero” ha detto il numero 10 della squadra di Zamparini. Poi ha aggiunto: “Champions? Ci crediamo anche se siamo consapevoli di dovere lottare contro un gruppo molto nutrito di antagoniste. Ci sono squadre che sulla carta sono più forti di noi, ma noi ci siamo e ce la giocheremo sino alla fine, partita dopo partita, domenica dopo domenica. Abbiamo il dovere di provarci“.

Il presidente del club ha già fissato un nutrito premio ai giocatori in caso di quarto posto, cosa che Miccoli reputa normale perché accade in tutte le squadre; lo stesso giocatore però reputa più importante non volare troppo in alto con la fantasia, anche se non c’è niente di male nel coltivare un sogno: “Sono il capitano ed è molto bello. A Palermo sto bene e m’impegno per dare sempre il massimo. Conquistare la Champions con questa maglia e davanti a questa gente sarebbe bellissimo. Indossare la fascia poi è uno stimolo in più. Portare la squadra in Champions League proprio da capitano sarebbe un vero e proprio sogno“. Per il momento il quarto posto c’è: la Juve ruggirà?

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