Il quarto posto in classifica, quello che garantisce l’accesso alla Champions League della prossima stagione, pare avere un saldo padrone: il Palermo di Maurizio Zamparini. Dopo la sconfitta di ieri della Juve contro il Napoli, i rosanero hanno un punto di vantaggio sulla Samp, ma soprattutto ben tre sui bianconeri (quattro se si considerano gli scontri diretti) e sui partenopei, un tesoretto niente male soprattutto dando un’occhiata al calendario: le prossime otto partite sorridono ai ragazzi di Delio Rossi con l’eccezione dell’infuocato derby al Massimino e un paio di tignose partite al Barbera (contro Milan e Sampdoria). Ieri il patron dei siciliani, Zamparini appunto, è stato intervistato da Gazzetta.it e ha parlato a tutto campo di recente passato, presente e futuro della sua squadra.

Innanzitutto nessuna dietrologia e idea di complotto circa il rocambolesco pareggio del Genoa al 97° di due sere fa: “Solo sfortuna e anche ingenuità da parte nostra, nell’episodio che ha portato al rigore con cui il Genoa è riuscito a pareggiare. Certo mi ha dato fastidio qualche ammonizione o qualche decisione arbitrale tipo allungare il recupero, ma una squadra che a 10 secondi dal termine commette un fallo da rigore deve rimproverare se stessa prima di tutto“. Certo è che i siciliani al Ferraris hanno giocato una partita davvero gagliarda, due punti persi ma consapevolezza incrementata: “Dopo la partita di ieri con il Genoa sono ancora più convinto che andremo in Champions League. Io voglio fermamente andarci e ieri il Palermo ha dimostrato di potercela fare“.

Per andarci, in ogni modo, bisogna stare attenti all’agguerrita concorrenza: “La rivale che temo di più è la Juventus, ha nel DNA la forza per combattere per certi obiettivi, ai bianconeri non sarebbe mai successo quello che è capitato a noi ieri sera. In questo momento, però, noi siamo più forti della Juve, il nostro portiere è più forte, difesa e centrocampo sono più forti, in attacco siamo alla pari, loro puntano sull’esperienza, noi sui giovani“. Già, i giovani: da Kjaer a Pastore, fino a Sirigu ed Hernandez, passando per l’esperienza di alcuni “senatori“, il mix creatosi in questa squadra è di quelli belli; se poi l’alchimista si chiama Delio Rossi, quasi una garanzia da un lustro a questa parte, ecco che allora raggiungere l’obiettivo diventa cosa fattibile: “Ma per fare la Champions non ci vogliono colpi straordinari, bisogna fare la squadra, è inutile mettere dentro campioni senza poi avere il gruppo, io, il mio ds Sabatini e Rossi costruiremo il Palermo del futuro pensando a questo“.

Il Palermo del futuro. Hanno già le valigie Simplicio e Bresciano, ma i gioielli di casa Zamparini difficilmente lasceranno la Sicilia: “I nostri gioielli? Faremo di tutti per tenerli. Abbiamo fissato già dei parametri, per cui solo in caso di offerte di un certo tipo verranno ceduti. E loro sanno bene che l’anno prossimo se andiamo in Champions avranno una vetrina importante a disposizione. Pastore all’Inter? No, io gli auguro di andare a giocare un giorno nel Real o nel Barcellona, dove il calcio è poesia e spettacolo. Ha una clausola molto alta, ha un contratto di 5 anni, quando rinnoverò porterò la clausola a 50 milioni. C’è stata qualche offerta per lui, ma resterà con noi. Quanto a Miccoli, gli sono molto legato: è maturato, è un esempio per gli altri. Finirà la sua carriera con noi“.

L’imprenditore friulano è tipo passionale, che si infuria in un baleno ma che, allo stesso tempo, ci mette poco a cadere innamorato. Viscerale e mai banale, Palermo ormai gli è nel cuore: “Non prenderei nessun’altra squadra, l’anno scorso mi hanno offerto la Roma, in passato anche altre società, ma da Palermo non mi muovo, lascerò questa squadra solo quando andrò via dal calcio: mi sto divertendo molto e l’affetto dei palermitani mi dà molto coraggio e grandi stimoli. E in più voglio valorizzare il Sud Italia, troppo stesso condizionato da falsi pregiudizi“. E allora sognare il quarto posto si può, ma chissà che in futuro non si punti ancora più in alti, senza fare follie, con la programmazione: “Ho molta fiducia in Rossi, stiamo già lavorando al rinnovo del suo contratto, io sono pronto ad allungarglielo per i prossimi 5-6 anni“.

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