Diventa quasi imbarazzante affrontare il discorso della cessione del Parma F.C. dopo che negli ultimi mesi si sono susseguite le voci più disparate, rivelatesi nella maggior parte dei casi prive di ogni fondamento se non addirittura inventate di sana pianta. Anche l’ultima indiscrezione che collegava il Parma a una cordata guidata dall’imprenditore Angelo Zanoli si è rivelata l’ennesima bufala, per cui è solo per dovere di cronaca che riporto la notizia secondo la quale Lorenzo Sanz Mancebo, già presidente del Real Madrid, si sarebbe fatto nuovamente avanti per rilevare la società oggi in mano a Enrico Bondi.
Come molti ricorderanno, l’imprenditore spagnolo è stato a un passo dall’acquisto del Parma, attraverso la Renfisa Inversiones, una società immobiliare che fa capo alla sua famiglia. Nonostante il versamento di un sostanzioso acconto di 7,5 milioni di euro l’affare però non è mai andato in porto, perdendosi tra mille proroghe e inutili attese. Dato il riserbo che vige intorno a queste operazioni, non è mai stato possibile appurare con certezza i motivi del fallimento della trattativa, dal momento che i bilanci del Parma F.C. sono tra i più sani della Serie A. Probabile invece che il contenzioso che riguarda Gilardino (il Verona chiede la metà della cifra incassata dal Milan per la sua cessione, vantando una scrittura privata tra Arrigo Sacchi, allora d.s. del Parma, e Gianbattista Pastorello, allora presidente degli scaligeri) abbia fatto tentennare Sanz, oppure che si sia trattato di un tentativo di chiedere uno sconto rispetto a una valutazione iniziale dell’allora Ministero delle Attività Produttive ritenuta ormai troppo elevata, a fronte di un oggettivo impoverimento del parco calciatori.

Fatto sta che in questi mesi, la famiglia Sanz ha continuato a lavorare sotto traccia, nella speranza di spuntare un prezzo favorevole rispetto ai famosi 27,5 milioni e oggi punta a rilevare il Parma per una cifra ben inferiore ai 20 milioni mancanti. Secondo le indiscrezioni (naturalmente smentite), il giovane Lorenzo Sanz Duran sarà in città nei prossimi giorni per incontrare l’avvocato Roberto Cappelli, consigliere di amministrazione e plenipotenziario di Enrico Bondi per il Parma F.C.

D’altra parte ci sono alcune scadenze che preoccupano un po’ i tifosi: nel prossimo gennaio scadranno i termini dell’amministrazione straordinaria di cui ha beneficiato il Parma A.C. (detentore del 100 % di Parma F.C.) sulla base del decreto Marzano del dicembre 2003, in quanto società controllata da Parmalat. Gli scenari che si aprono a questa scadenza non sono incoraggianti: il Ministero potrebbe prorogare l’amministrazione straordinaria (magari a fronte di una seria trattativa di cessione ben avviata e destinata a felice conclusione), ma in punta di diritto fallimentare il Parma A.C. potrebbe dover portare i libri in tribunale e i suoi assets, tra cui Parma F.C., venire messi all’asta per soddisfare i creditori. Il rischio è che qualche avvoltoio preferisca aspettare di rilevare la società a prezzo d’incanto piuttosto che andare a trattativa privata, puntando ad acquistare il Parma a pochi centesimi.

Il rischio per la squadra è naturalmente legato al titolo sportivo: esiste un precedente (proprio dell’Hellas Verona, fallito a campionato in corso) incoraggiante che non porterebbe nessuna conseguenza, rispetto a un’eventuale salvezza ottenuta sul campo. Ma la materia del diritto sportivo è spesso fumosa e contraddittoria: bene sarebbe non dovere arrivare a questo punto.

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ultimo aggiornamento: 05-12-2006


Benvenuto Marco!

Nedved, che squalifica!