Cesare Prandelli e i pellegrinaggi: la tradizione continua e ci si chiede cosa s’inventerà il ct della Nazionale se l’Italia dovesse continuare a vincere, battendo la Spagna nella finale di Kiev del prossimo primo luglio. Ma andiamo con ordine e riepiloghiamo le spedizioni notturne del selezionatore azzurro e del suo staff.

1) Italia – Irlanda 2-0 – All’arrivo a Cracovia, quartier generale della truppa azzurra, Prandelli aveva promesso ai frati camaldolesi: “Se passiamo il turno, veniamo a piedi a trovarvi“; dopo il successo contro l’Irlanda e la relativa qualificazione ai quarti di finale il ct italiano ha mantenuto la promessa. Tornati in albergo a notte fonda, Prandelli e altri componenti dello staff hanno affrontato a piedi 21 chilometri di strada fino al convento dei frati, una camminata di quasi 4 ore, facendo rientro in albergo (in auto) a sole alto (alle 7.15 del mattino).

2) Inghilterra – Italia 2-4 – Rientrati tardissimo da Kiev sia perché la partita contro gli inglesi si è protratta per oltre 2 ore sia perché Balotelli è stato trattenuto quasi un’ora per l’antidoping (pare non riuscisse ad urinare), Prandelli e la sua ciurma non si sono scoraggiati e hanno camminato per un paio di ore fino ad arrivare a un monastero vicino a Wieliczcka, distante 11 chilometri dall’albergo che ospita la squadra.

3) Germania – Italia 1-2 – Non c’è due senza tre, dunque nuova scarpinata notturna per l’instancabile Prandelli: ancora più corta la distanza percorsa, ma comunque tanta buona volontà e ore di sonno sottratte per onor di tradizione. Meta del terzo pellegrinaggio del ct azzurro e relativo staff la Parrocchia della Sacra Famiglia, nella diocesi di Cracovia; camminata veloce, andata e ritorno, di circa 10 chilometri con rientro in albergo comunque molto tardi, intorno alle 5.

Foto | © TMNews

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ultimo aggiornamento: 29-06-2012


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