La provocazione lanciata ieri da Roberto Di Martini, il pubblico ministero di Cremona che indaga sullo scandalo calcioscommesse, secondo il quale, visto l’enorme numero di atleti coinvolti in Italia e in Europa, si dovrebbe prendere in considerazione una possibile amnistia, non convince il presidente del Coni, Gianni Petrucci. Il massimo rappresentate della più importante organizzazione sportiva nazionale è stato infatti piuttosto netto, dichiarando l’ipotesi irrealizzabile, soprattutto dopo il varo del nuovo codice etico per il rispetto dei principi di realtà e correttezza sportiva:

“Rispetto l’opera dei magistrati e dunque ringrazio Di Martino per il lavoro che sta facendo. Ma ho sentito anche il presidente della Figc, Abete, e quella dell’ amnistia sportiva è un’ipotesi irrealizzabile. Proprio il Coni, in osservanza al Cio, ha recentemente varato un codice etico per il rispetto dei principi di lealtà e correttezza sportiva, è evidente che non possiamo essere favorevoli all’amnistia. Nel momento in cui vengono alla luce certi episodi, il nostro discorso deve essere chiaro dall’inizio e non dare adito a dubbi o interpretazioni diverse”.

La posizione di Petrucci è stata ribadita anche dal direttore generale della Figc, Antonello Valentini, che ha aggiunto: “L’amnistia non è stata percorribile. Il presidente Abete e Petrucci si sono sentiti stamani, noi abbiamo già nei nostri codici forme premiali per chi collabora e sono state utilizzate anche la scorsa estate, nel primo processo per il calcio scommesse. Certo, è un momento difficile per il calcio italiano e questa inchiesta giudiziaria rischia di farci perdere credibilità. Proprio per questo credo che i protagonisti debbano darci una mano.”

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ultimo aggiornamento: 28-02-2012


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