A 180 minuti dalla fine della Ligue 1, il Paris Saint Germain avrà bisogno di un mezzo miracolo per vincere il titolo: colpa di quei ragazzacci del Montpellier che ad oggi comandano la classifica con 76 punti, 3 in più dei parigini. Comunque andranno le due partite rimanenti, il mediano dei rossoblu Thiago Motta è comunque entusiasta della sua nuova avventura nella capitale francese e a Sky Sport ribadisce quando aveva dichiarato due mesi e mezzo fa alla Gazzetta. Voleva andarsene fin dall’inizio del ritiro interista, a luglio, ma qualcosa andò storto e a gennaio puntò i piedi:

“Credo che nel club e nella società fosse già previsto che io andassi via. Se non è successo è stato soltanto perché è arrivato mister Gasperini. Con il suo arrivo, sono rimasto ancora sei mesi perché ha chiesto lui di tenermi e questo mi ha fatto male, perché non lo meritavo. Poi ho avuto l’opportunità di venire al Psg, una cosa che per me era molto importante non solo a livello professionale, ma anche personale. Poi da dicembre ho parlato tante volte con Moratti, ma anche con Marco (Branca) e il mister (Ranieri). Anche perché la verità è che se io non fossi andato via in quel momento, comunque sarei andato via a giugno. E a me questa cosa non andava bene, perché non mi sarei sentito bene a stare in un posto sapendo che in futuro sarei dovuto andare via. Allora ho preferito fare le valige subito”.

Così ha ritrovato Leonardo, ha imparato a conoscere Carletto Ancelotti, una squadra e una città che lo hanno accolto con grande affetto. Quello che gli mancava, sostanzialmente, alla Pinetina:

“Problemi all’interno dello spogliatoio dell’Inter? Non ho mai avuto discussioni con nessuno, anche se è normale che all’interno di uno spogliatoio un giocatore si possa trovare meglio con l’uno o con l’altro giocatore. Magari con qualcuno dopo la partita puoi uscire a cena, anche con le famiglie. Con altri compagni invece no. Ma questo succede in tutti i lavori. Gli argentini? Sono come gli altri. Samuel è una persona bravissima, Milito lo conoscevo dai tempi del Genoa. Con Zanetti ho sempre avuto una relazione normale. Cambiasso non è certamente un mio amico, però l’ho rispettato sul lavoro. Il mio umore ora è cambiato: qui non ho subito infortuni, a volte anche la testa conta tantissimo e qui io mi trovo molto bene, mi sento uno importante per la squadra. All’Inter era diverso”.

E come aveva sottolineato a febbraio, di nuovo ribadisce il suo chiodo fisso. Samuel Eto’o: “E’ difficile prevedere cosa possa fare l’Inter nel prossimo futuro. Una cosa però è certa: senza Eto’o ha perso tantissimo. Era un giocatore troppo importante perché in una partita in cui magari la squadra non stava bene, s’inventava un gol e cambiava tutto“.

Foto | © TMNews

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Le Partite di Oggi – 12 Maggio 2012 – Serie B