La Juventus sta vivendo un’annata molto difficile e sembra sempre più lontano e sfuocato il ricordo della vittoria nella seconda di campionato per 3-1 sui giallorossi. Quella partita di agosto segnò la fine del sodalizio tra Spalletti e la Roma e illuse i tifosi bianconeri di avere nuovamente le carte in regola per vincere lo scudetto. Adesso tutto è cambiato; la Juventus cola a picco, sette sconfitte nelle ultime dieci partite ufficiali, mentre la Roma, con in panchina l’ex Claudio Ranieri, non perde una partita da tre mesi.

Claudio Ranieri e la Juventus si sono lasciati in modo brusco con un esonero a due giornate dalla fine nella passata stagione, e adesso il tecnico testaccino ha la grande occasione di andare a Torino per dare il colpo di grazia alla sua ex squadra ormai allo sbando. Il feeling con la piazza bianconera non è mai stato eccezionale, e spesso il lavoro di Ranieri è stato oggetto di pesanti critiche che probabilmente con il senno di poi andrebbero ampiamente rivedute e corrette. Alla vigilia di questa importante partita Ranieri non rinnega il passato perché quella alla Juventus per lui è stata “una bellissima esperienza”, ma allo stesso tempo non risparmia una pesante frecciatina alla dirigenza:

Le migliori foto di Roma-Juve 1-3




«Può essere che uno di questi anni scriverò un libro e dirò la mia su quello che mi è successo alla Juventus. Ma ora non mi va. Un allenatore una volta che chiude un rapporto tiene dentro di sé le cose belle e quelle meno belle. Sono uscite delle versioni sul mio addio ma io sono dell’idea che bisogna chiudere una porta e andar via tranquillamente. Sono pagato anche per gestire queste cose. Se dicessi la mia verità a cosa servirebbe? E’ cambiato lo stile Juve? Non lo so, io lo conoscevo dall’esterno quando lo stile Juve lo dava la faccia simpatica e rassicurante di Boniperti e lo stesso Agnelli con le sue battute e le sue frasi. Il presidente Boniperti ora non si vede più sui media, l’avvocato Agnelli è morto e quindi quello stile Juve che conoscevamo non lo abbiamo più apprezzato».

Anche un altro allenatore con il cuore giallorosso come Carletto Mazzone difende Ranieri e boccia la scelta della dirigenza bianconera:

«La Juventus in quel periodo non si è comportata da Signora, non si caccia un tecnico a due domeniche dalla fine. Forse una volta era signora, ora si è invecchiata. Ranieri non aveva fatto male, è stato mio giocatore e lo stimo come uomo e come allenatore. Meritava più rispetto, a due domeniche dalla fine la Juventus non può cacciare un tecnico. Non è da Juve cacciare un allenatore a due giornate dalla fine».

L’unica cosa certa in questa vicenda è che Ranieri fu allontanato dopo 5 pareggi consecutivi per scongiurare di perdere l’accesso diretto alla Champions League, a differenza di Ciro Ferrara che siede ancora sulla stessa panchina nonostante abbia ottenuto risultati ben peggiori sia in Europa che in campionato. Difficile davvero capire quale sia il metro di giudizio della dirigenza bianconera.

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ultimo aggiornamento: 23-01-2010


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