Dopo la sconfitta di Champions League contro il Cska Mosca, Claudio Ranieri si trova di fronte ad una nuova prova, sperando che la squadra sappia reagire al momento nerissimo che sta attraversando. Domani sera a San Siro arriva la Fiorentina rigenerata da Delio Rossi, certo non l’avversario migliore per provare a ritrovare lo smalto perduto, l’allenatore dell’Inter è però fiducioso in un riscatto dei suoi e cerca di essere ottimista. Nella conferenza stampa della vigilia è apparso dispiaciuto per la situazione attuale ma allo stesso tempo ha mostrato ottimismo per il futuro, continuando a ripetere che l’unico modo per risalire la china è rimanere concentrati e lavorare duro.

Ranieri ha voluto in primo luogo ricordare a tutti, compreso i tifosi scontenti, che l’epoca di Mourihno è ormai chiusa, quella Inter non c’è più, ce n’è un’altra che ha bisogno di lavorare per tornare al vertice. Chiarito questo punto ha invitato tutti a remare nella stessa direzione, chiedendo anche l’aiuto dei tifosi nelle partite casalinghe, visto che proprio il San Siro non sembra essere quel fortino inattaccabile degli anni scorsi:

“Credo che sia sempre importante essere positivi. Uno può tirare le redini quando va bene, ma quando il momento è negativo, per forza si deve vedere in positivo, dobbiamo. Sappiamo che stiamo in un momento no, per questo è importante il calore dei tifosi, che non devono demordere. Perché uniti si esce da questa situazione. Allo stato delle cose si deve accettare e reagire. Stiamo cercando ma non riusciamo a far tornare San Siro la nostra casa. I tifosi non devono abbandonarci. Abbiamo bisogno dei nostri tifosi”.

L’allenatore romano respinge la tesi per la quale i suoi continui cambi di modulo non stiano aiutando la squadra a rendere al meglio, ripete con forza di essere orgoglioso di sedere sulla panchina dell’Inter nonostante le difficoltà, tuttavia preventivate, che sta trovando sulla sua strada e smentisce le voci che vogliono un Moratti molto arrabbiato per l’andazzo di queste ultime settimane, dipingendo il patron al più dispiaciuto:

“I cambi di modulo? Nel calcio moderno si cambia. La squadra è abituata a passare dal rombo al 4-4-2. Si cambia anche perché non ci sono sempre gli uomini. L’allenatore cerca di mettere la miglior formazione, dire che si va in confusione sarebbe come cercare una scusante, noi non cerchiamo quello. Mi aspettavo queste difficoltà, quando c’è un subentro non c’è mai una situazione facile. Io sono orgoglioso di essere l’allenatore dell’Inter, l’ho detto quando sono arrivato e dopo 3 mesi lo ripeto con più forza. Moratti lo incontro e ci parlo, non è arrabbiato. Certo è dispiaciuto, vuole che la squadra reagisca. Lo trovo deluso ma sempre pronto a spronarci. Non è né arrabbiato né negativo. Ci sta molto vicino e per questo lo ringrazio apertamente. Lo sentiamo vicino. L’altra sera l’ho detto al gruppo che non potevo rimproverare nulla. Quello che ho chiesto l’ho visto in campo, purtroppo non è arrivato il risultato pieno”.


Poi la conferenza stampa si sposta sui problemi di formazione e sugli assenti. Wesley Sneijder è tornato ad allenarsi in gruppo, ci si aspettava la sua convocazione ma alla fine è stato escluso dalla lista, Ranieri ha spiegato che preferisce non rischiarlo. Ha poi parlato di Poli, sempre in panchina nelle ultime gare ma ancora a secco di minuti giocati, l’ex sampdoriano a detta del tecnico è pronto all’esordio, è solo questione di tempo. Infine ha rivolto la sua attenzione ai bomber smarriti Pazzini e Milito: entrambi stanno attraversando un periodo poco felice, Ranieri lo sa e proverà a parlare con loro prima della partita di domani per cercare di aiutarli a trovare la strada per sbloccarsi. L’allenatore nerazzurro teme la Fiorentina, sprona i suoi a non sottovalutare l’avversario capace nelle ultime uscite di pareggiare con il Milan e di battere la Roma.

Il rispetto d’altra parte è reciproco, Delio Rossi da Firenze ha spiegato chiaramente di non fidarsi di questa Inter, una squadra sì in crisi ma comunque infarcita di campioni capaci di fare la differenza in ogni momento. Per questo non si lascia ingannare dalle assenze in casa nerazzurra e invita i suoi a mantenere alta la concentrazione, soprattutto gli chiede di interpretare bene la partita nonostante si giochi lontano dal Franchi, le trasferte infatti sono state fino ad ora un punto debole dei viola:

“L’Inter ha degli assenti? Hanno talmente tanti giocatori che figuriamoci… E sopratutto sono tutti dei campioni, per caratteristiche caratteriali e tecniche. a me, però, interessa la Fiorentina. Spero che saremo all’altezza, ce la giocheremo, non faremo le vittime sacrificali. L’attacco? Noi dobbiamo riuscire ad avvicinarci meglio alla porta. E poi voglio vedere una squadra con lo stesso atteggiamento in casa e fuori, non voglio una squadra double-face. A me piace un calcio verticale, aggressivo, ma verticale. E lo voglio sia in casa che fuori. Con la Roma, ad esempio, lo abbiamo fatto”.

Ovviamente riuscirea giocare bene anche lontano dal proprio pubblico di solito è più facile a dirsi che a farsi. Rossi dovrà fronteggiare l’assenza di due giocatori fondamentali come Cerci e Montolivo, l’allenatore gigliato non svela quelle che saranno le sue mosse ma esclude l’utilizzo di Romulo nella zona centrale del campo. L’ex allenatore di Palermo e Lazio non ama parlare dei singoli così glissa quando gli si chiede di Vargas, dicendo che per lui sono tutti importanti ed è suo compito far sì che possano esprimersi al meglio, esclude una partenza da titolare di Kharja e aspetta che Gilardino torni al top:

“Il mio feeling con Vargas? Io credo che ad un giocatore si debbe dare fiducia, dal più al meno famoso. Io non valuto i giocatori dal contratto o dal palmares, Vargas è un buon giocatore e lo devo portare in condizione per rendere al meglio. Houssine Kharja viene da qualche problemino e starà a me valutare le sue condizioni, difficilmente sarà in campo dall’inizio. Gila non è un problema, non riesce a esprimersi al meglio solo perché non sta benissimo”.

Queste le parole dei due allenatori alla vigilia della sfida, poi come al solito sarà il campo a parlare e ad emettere verdetti incontrovertibili. Vedremo se l’Inter saprà reagire e tornare alla vittoria davanti al suo pubblico. Allo stesso tempo si saprà se la vittoria della Fiorentina contro la Roma è stata frutto dei meriti viola o piuttosto di errori e demeriti giallorossi. L’appuntamento è per domani sera allo stadio San Siro di Milano, fischio d’inizio alle 20:45.

Riproduzione riservata © 2022 - CALCIOBLOG


Mazzarri: “Io sono come Mourinho”

Probabili Formazioni della 15esima Giornata di Serie A