Da quando Ronaldo non è più un calciatore professionista ha un sacco di tempo libero in più, approfittando proprio di qualche giorno di libertà il brasiliano ha deciso di fare una capatina in Italia, più precisamente nella sua amata Milano. L’ex Fenomeno è tornato nel nostro paese per riabbracciare i vecchi amici, sia nerazzurri che rossoneri. Così ha fatto visita al suo vecchio presidente Massimo Moratti ma anche ad Adriano Galliani, a Tronchetti Provera e al suo connazionale Alxandre Pato, di cui in futuro potrebbe diventarne anche procuratore. Ovviamente non è mancato il tempo per concedersi ai giornalisti, molte testate tra cui Sky e Gazzetta dello Sport hanno approfittato dell’occasione per fargli qualche domanda.

Dal momento che la febbre da derby a Milano sta crescendo la domanda più ovvia da fare a Ronaldo, uno che ha indossato entrambe le maglie delle milanesi, riguarda il pronostico per la prossima sfida. Il campione brasiliano non è stato diplomatico, ha deciso di sbilanciarsi scegliendo la sua favorita: “È una partita a sé ma credo che vincerà l’Inter. Perché ha ritrovato il suo gioco, ma soprattutto la fiducia. Ecco: vedo un’Inter più fiduciosa del Milan, e questo può contare”. Secondo lui, in caso di vittoria fra dieci giorni, i nerazzurri sarebbero anche i favoriti per la vittoria finale, merito soprattutto della mentalità che è riuscito a trasmettere il suo grande amico Leonardo.

Con l’allenatore brasiliano Ronaldo ha in comune il tradimento, seppur in direzione opposta: “Cambiare squadre così con grande rivalità è sempre una scelta difficile, la persona deve avere anche il coraggio di accettare questa sfida. Le scelte vengono valutate dopo, alla fine”. L’ex attaccante ha però voluto chiarire di essere legato ad entrambe le squadre, con l’Inter non c’è alcun rancore, ne è dimostrazione il giro di visite e saluti effettuato anche dalle parti della Pinetina. Restando in tema di derby gli è stato chiesto di scegliere il suo preferito tra i simboli dei due club: “D’istinto mi verrebbe da scegliere Ibrahimovic, perché ha più fantasia, colpi più imprevedibili. Però non c’è nessuno che ha vinto come Eto’o, nessuno che sa vincere le partite che contano come Eto’o. Se potessi, li prenderei tutti e due”.

Quale invece il suo gol preferito in un derby? In questo caso Ronnie non ha dubbi e ripesca nella sua memoria una sfida del 1998 con l’Inter che si impose per 3-0, lui mise la firma con uno splendido pallonetto dopo essere stato lanciato egregiamente da Moriero. Ricorda però con affetto anche quello messo a segno con la maglia del Milan, non servì a evitare la sconfitta, ma è rimasto celebre per la sua esultanza con le mani alle orecchie in risposta ai fischi dei suoi ex tifosi. Moratti non digerì né il suo trasferimento al Milan, né quell’esultanza polemica, ma ormai è passato tanto tempo e i due, incontrandosi, hanno scherzato come vecchi amici.

Da grande campione qual è stato, Ronaldo ha voluto poi parlare di quelli che potrebbero essere i suoi eredi. In questo momento i giovani brasiliani a suo modo di vedere più interessanti sono tre, Lucas, Ganso e Nyemar, l’ultimo è leggermente favorito nella sua personale scala di preferenze: “Se devo puntare su uno, prenderei Neymar: fa tanti gol, segna parecchio, è uno molto disponibile, è giovane, ha 18 anni. Però anche gli altri due: Lucas è uno che gioca più esterno, è velocissimo, molto tecnico; Ganso fa il trequartista, è un talento unico”. A proposito di giovani Ronaldo ha voluto poi dai un consiglio al suo connazionale Pato, soprattutto in merito alla gestione della vita privata, è di questi giorni la notizia del suo fidanzamento con la figlia di Silvio Berlusconi: “Sulla carriera, ormai è un ragazzo già consolidato, che ha già un suo ruolo nel calcio mondiale. Sulla vita privata, meno si vede, meglio è. La vita privata è privata. Non ci sono motivi per cui nascondersi, però gestirla in modo che non si veda tanto, è il miglior consiglio”.

Ronaldo ha le idee chiare anche sul suo futuro: “Adesso sto lavorando parecchio per la mia agenzia in Brasile, faremo marketing sportivo, gestione dell’immagine dei giocatori e delle aziende, insomma un lavoro che sto imparando e che mi piace”. Di una cosa è sicuro, adesso che non ha più l’assillo degli allenamenti vuole godersi la sua vita da ex calciatore, senza rimpianti per ciò che non è stato a causa dei tanti infortuni, e promette che verrà spesso in Italia, un paese che gli è rimasto nel cuore e dove ha ancora moltissimi amici.

via | sky sport, gazzetta dello sport

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