Il calcio trema, il nuovo scandalo calcioscommesse assume contorni sempre più inquietanti. La Procura di Cremona ha individuato 18 partite in tutto (12 di Lega Pro, 5 di Serie B e 1 di Serie A) sulle quali una vera e propria organizzazione criminale avrebbe tentato (e solo in alcuni casi con successo) di condizionare il regolare svolgimento per incassare le vincite di scommesse sportive piazzate ad hoc. Lo scandalo coinvolge l’ex calciatore Beppe Signori (coinvolto nel cosiddetto gruppo dei “bolognesi” e fra i principali finanziatori delle scommesse), ma fra gli arrestati ci sono anche giocatori in attività, Marco Paoloni, attuale portiere del Benevento dopo una militanza nella Cremonese, gli ascolani Vittorio Micolucci e Vincenzo Sommese, il tesserato del Sassuolo Daniele Quadrini e Gervasoni del Piacenza (anche lui ex Cremonese).

Fra gli indagati anche Stefano Bettarini, ex marito di Simona Ventura, e il capitano dell’Atalanta Cristiano Doni. Quest’ultimo venne coinvolto anche 10 anni fa in un caso di presunta combine di una gara della Pistoiese in Coppa Italia, dalla completa assoluzione in quel caso deriva la sua classica esultanza con la mano sotto al mento come a dire “posso andare a testa alta“.

Le carte dell’inchiesta, disponibili qui almeno nella parte dell’ordinanza che spiega le ragioni delle misure cautelari (gli arresti e gli arresti domiciliari), si basano tutte sulle intercettazioni telefoniche disposte dopo Cremonese – Paganese di Lega Pro del 14 novembre 2010. In quel caso pare accertato che il portiere Marco Paolini somministrò un farmaco tranquillante, il Lormetazepam, ai suoi compagni nel tentativo di condizionare la loro prestazione per far vincere la squadra ospite. Obiettivo fallito visto che la gara si è conclusa sul 2 a 0.

Alcuni dei giocatori si sentirono male dopo quella gara, uno di loro ebbe anche un incidente automobilistico dovuto ad una sospetta spossatezza. Da lì ha il via l’inchiesta con una fitta rete di intercettazioni telefoniche che dimostrano i tentativi (spesso comici) di un gruppo variegato di personaggi in contatto con calciatori ed ex calciatori per tentare di alterare i risultati sportivi. Più di una volta il risultato raggiunto non è quello sperato, basta guardare al caso di Inter – Lecce 1-0 sulla quale l’organizzazione sostiene di poter contare sull’over “certo” grazie ad alcune rassicurazioni provenienti da giocatori della squadra salentina. In quella circostanza Beppe Signori avrebbe bruciato la bellezza di 150 mila euro in una puntata rivelatasi tutt’altro che “aggiustata“.

Difficile farsi un giudizio senza aver letto integralmente le informative, ma al netto del rischio di millanteria i due episodi che più potrebbero influenzare gli assetti sportivi del nostro calcio riguardano Atalanta e Siena, le due squadre neo promosse in Serie A. In alcune circostanza il gruppo al centro dell’inchiesta sembra godere di “accordi” presi da altri e di inserirsi soltanto raccogliendo i frutti del lavoro di alterazione dei risultati già compiuto, probabilmente è questo il dato più allarmante dell’inchiesta.

Vediamo le quattro partite che coinvolgono Atalanta e Siena.

1) ASCOLI-ATALANTA 1-1 (Risultato atteso 2, vittoria dell’Atalanta)

Del delitto di cui agli artt.110 c.p., 1, co.1° L. 401/1989 perché, in concorso tra loro, offrivano o promettevano denaro, e comunque compivano atti fraudolenti diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento dell’incontro di calcio ASCOLI-ATALANTA, in modo da conseguire il risultato finale della vittoria dell’ATALANTA, conforme alle alle scommesse predisposte, laddove l’incontro si concludeva in pareggio (1-1). A tal fine venivano compiute, tra l’altro, le seguenti attività fraudolente tendenti alla manipolazione del risultato: il PIRANI, prendeva contatti con i referenti dell’ASCOLI, che gli avrebbero assicurato la disponibilità a perdere, informandone il PIRANI. Ulteriori contatti venivano presi dal PARLATO , che riferiva all’ERODIANI dell’esistenza di un “proprio uomo”, riconducibile alla formazione bergamasca. PIRANI prendeva contatti con TUCCELLA e SOMMESE, che garantiva il suo apporto, al fine di mediare con il giocatore dell’ASCOLI, MICOLUCCI Vittorio, incontrandosi i tre ultimi predetti presso l’abitazione del secondo e garantendo il MICOLUCCI la sua disponibilità e quella di un “laterale destro”. PIRANI contattava BUFFONE Giorgio, che, una volta ricevuta conferma della manipolazione dell’evento, avrebbe versato per lo stesso PIRANI l’assegno a garanzia. BUFFONE Giorgio prendeva contatti con SANTONI Nicola, preparatore dei portieri del Ravenna, affinché contattasse il capitano dell’ATALANTA, Cristiano DONI, che avrebbe dovuto, con una stretta di mano a MICOLUCCI durante la partita, fornire il segno convenzionale dell’accordo.

Qui non solo il risultato non è quello che sarebbe stato concordato, ma non coinvolgerebbe l’Atalanta e alcuno dei suoi tesserati mentre complicata sembra la posizione di Sommese e Micolucci dell’Ascoli che avrebbe garantito la sconfitta della loro squadra.

2) ATALANTA – PIACENZA 3-0 (Risultato atteso OVER 2,5)

Del delitto di cui agli artt.110 c.p., 1, 1° co. L. 401/1989 perché, in concorso tra loro, offrivano o promettevano denaro, e comunque compivano atti fraudolenti diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale
svolgimento dell’incontro di calcio ATALANTA- PIACENZA, in modo da conseguire il risultato finale della segnatura di almeno tre goal (OVER, con segnatura della prima rete dopo 20 minuti, della seconda entro la fine del primo tempo, del terzo goal entro il primo quarto d’ora del secondo tempo) conforme alle scommesse predisposte, realizzandosi puntualmente il risultato della vittoria dell’ATALANTA per 3 a 0. A tal fine venivano compiute, tra l’altro, le seguenti attività fraudolente tendenti alla manipolazione del risultato: PARLATO Gianfranco, che riferiva all’ERODIANI, prendeva contatti con il capitano dell’Atalanta DONI; PAOLONI Marco prendeva contatti con GERVASONI Carlo, giocatore del PIACENZA, già suo compagno di squadra nella
CREMONESE fino al febbraio 2011, informando ERODIANI, che riferiva al PARLATO della disponibilità di questi e di altri giocatori; BELLAVISTA riferiva ai due ultimi della disponibilità, quali finanziatori della combine e scommettitori, sia del gruppo di BOLOGNA, che del gruppo degli “ZINGARI”; BELLAVISTA, ERODIANI e Beppe SIGNORI (gruppo di BOLOGNA) si incontravano per contrattare il 15.3.2011 in Bologna via U.Bassi 7, presso lo studio facente capo anche al BRUNI e al GIANNONE; BRUNI Manlio, successivamente, teneva i rapporti tra BELLAVISTA e SIGNORI, che metteva a disposizione 60.000 €; PARLATO dava disposizioni a GERVASONI Carlo affinchè, in occasione della partita, andasse incontro a Cristiano DONI a stringergli la mano a suggello dell’accordo; PIRANI confermava a BUFFONE che, col coinvolgimento di sei
giocatori del Piacenza, detta squadra avrebbe perso l’incontro; ERODIANI comunicava a GIANNONE Francesco, rappresentante del gruppo di scommettitori “BOLOGNESI”, facendo riferimento al comune intento di “portare a casa la
partita”, che “quasi tutti” i giocatori del Piacenza, ivi compreso il portiere, erano d’accordo.

In questo caso l’obiettivo dell’organizzazione si realizza, c’è addirittura riferimento al fatto che il secondo gol si realizza grazie ad un fallo da rigore di Gervasoni (giocatore arrivato dalla Cremonese nel mercato di gennaio). Non c’è il coinvolgimento della società Atalanta, ma Doni avrebbe preso parte all’accordo per il raggiungimento del risultato.

3) PADOVA – ATALANTA 1-1 (Risultato atteso X)

Del delitto di cui agli artt.110 c.p., 1 co.1° L. 401/1989 perché, in concorso tra loro, offrivano o promettevano denaro, e comunque compivano atti fraudolenti diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale
svolgimento dell’incontro di calcio PADOVA-ATALANTA, in modo da conseguire il risultato finale della segnatura del pareggio tra le due formazioni, obiettivo che veniva puntualmente raggiunto (1-1), conforme alle scommesse predisposte. A tal fine venivano compiute, tra l’altro, le seguenti attività fraudolente tendenti alla manipolazione del risultato: PIRANI, dopo essersi informato presso il BUFFONE circa l’eventuale manipolazione dell’incontro, comunicava ad ERODIANI l’esistenza di un accordo tra le due società; ERODIANI confermava a PARLATO l’accordo tra le società, circostanza appresa da un “uomo di DONI” che avrebbe scommesso 10.000 € per conto di quest’ultimo; BELLAVISTA comunicava ad ERODIANI che sui siti asiatici erano già stati giocati 23 milioni di € sull’incontro PADOVA-ATALANTA; BELLAVISTA riferiva ad ERODIANI che la quota bassa avrebbe influito negativamente sull’importo che avrebbe scommesso il gruppo degli “ZINGARI”; TUCCELLA riferiva a PIRANI di aver ricevuto conferma della “combine” da un amico di DONI .

Questo è l’episodio più clamoroso e più compromettente per l’Atalanta. Qui, non solo si raggiunge il pareggio che si attendeva, ma i soggetti arrestati furono semplicemente informati da altri (nel caso “persone vicine a Doni“) di un “accordo fra le due società” per il pareggio. Se si dimostrasse una circostanza del genere sarebbe a dir poco scontata una pesante sanzione per l’Atalanta e il Padova, che come noto ha raggiunto i playoff e si sta ancora giocando la Serie A.

4) SIENA – SASSUOLO 4-0 (Risultato atteso 1)

Del delitto di cui agli artt.110 c.p.,1, co.1° L. 401/1989 perché, in concorso tra loro, offrivano o promettevano denaro, e comunque compivano atti fraudolenti diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale
svolgimento dell’incontro di calcio di serie B SIENA-SASSUOLO in modo da conseguire il risultato finale della vittoria del SIENA, conforme alle scommesse predisposte, evento che puntualmente si realizzava avendo vinto il SIENA per 4 a
0. A tal fine, in particolare venivano compiute le seguenti attività fraudolente tendenti alla manipolazione del risultato:
PAOLONI contattava QUADRINI Daniele, tesserato per il SASSUOLO, perché, anche con contatti con altri giocatori, provocasse la sconfitta della sua squadra; ERODIANI comunicava la circostanza a PIRANI, assicurando di aver già chiuso con la vittoria del SIENA; a sua volta ERODIANI, ricevuto il numero di QUADRINI, lo contattava direttamente e lo informava che il gruppo degli ZINGARI si sarebbe recato nel suo albergo per consegnargli il denaro prezzo della corruzione; BELLAVISTA chiedeva a ERODIANI di informare QUADRINI che gli “ZINGARI” non avrebbero investito più di 70.000€ in quanto la quota era
bassa; ERODIANI informava BELLAVISTA che avrebbe avuto un ulteriore contatto con QUADRINI, per apprendere i nomi degli altri giocatori coinvolti; ERODIANI chiedeva a BELLAVISTA se avesse sentito anche i giocatori del
SIENA e questi rispondeva che stava cercando di contattarli; in particolare aveva chiamato BETTARINI Stefano affermando che il SIENA si era mosso di persona. QUADRINI informava che per garantire il risultato ci sarebbe stata la complicità di un difensore e del portiere del SASSUOLO. ERODIANI confermava a PIRANI che al momento i giocatori del SASSUOLO d’accordo erano QUADRINI, il portiere ed il centrale. PIRANI, riferendosi a MEHEMETI Ismet, amico albanese di BUFFONE, spiegava ad ERODIANI che questi sarebbe andato a fare la giocata in Albania e che sarebbero arrivati 100.000 € da dividere in tre. ERODIANI affermava che il SIENA aveva pagato da parte sua altri giocatori del SASSUOLO. BELLAVISTA informava GIANNONE del gruppo dei BOLOGNESI, perché valutasse se giocare, dei tre giocatori del SASSUOLO corrotti. BELLAVISTA
informava ERODIANI che gli “ZINGARI” per il pronostico 1 e per l’OVER volevano consegnare il 25 marzo il denaro, costituito da 80.000 €.; ERODIANI comunicava a BELLAVISTA di aver concluso la trattativa con QUADRINI il quale aveva chiesto in totale 30.000€; ERODIANI comunicava a BELLAVISTA che QUADRINI aveva manifestato la sua disponibilità a combinare anche la giornata di campionato successiva; BELLAVISTA comunicava a BRUNI Manlio, del gruppo dei BOLOGNESI, che il gruppo degli “ZINGARI” avrebbe accettato soltanto la combinazione dell’OVER; chiedeva a BRUNI se potesse convincere
BEPPE SIGNORI a partecipare alle scommesse. PIRANI assicurava SOMMESE circa l’avvenuta pianificazione della partita, invitandolo a giocare tranquillamente sulla vittoria del SIENA; PIRANI assicurava altresì il TUCCELLA invitandolo a giocare sulla vittoria del SIENA; PIRANI intratteneva rapporti con MEHEMETI Ismet, sempre ai fini delle scommesse da effettuare su quella partita. PIRANI informava BUFFONE Giorgio che l’ammontare della vincita sarebbe stata attorno agli 80.000 €. QUADRINI spostava successivamente la somma pretesa in 50.000€, 45.000 dei quali ERODIANI si prestava a garantire. MEHEMETI Ismet, parlando con PIRANI, non accettava di effettuare la giocata in previsione di un risultato di vittoria del SIENA sia nel primo che nel secondo tempo. PIRANI informava ERODIANI di aver effettuato la scommessa sul circuito SNAI. Nel corso della partita PIRANI telefonava al TUCCELLA invitandolo a portare il denaro entro il martedì successivo per pagare i calciatori del SASSUOLO. Alla scommessa partecipava un gruppo di BARI, che tuttavia non erano in grado di fornire al QUADRINI tutta la somma pattuita.

Questa è l’unica partita che coinvolge il Siena, ma è preoccupante per la società toscana soltanto nella parte che riguarda le voci riferite da Stefano Bettarini e Massimo Erodiani, entrambi concordi sul fatto che la partita fosse già stata combinata. Il Siena si sarebbe mosso “di persona per corrompere altri giocatori del Sassuolo”, altri rispetto a Quadrini e a quelli che lo stesso Quadrini intendeva coinvolgere nella compravendita del risultato.

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