Continua a far discutere la decisione dell’Associazione Calciatori di osservare una giornata di campionato di sciopero il 25/26 settembre (l’ultima volta fu il 17 marzo 1996: protesta per la legge Bosman, il diritto di voto al Coni e la serie C-2). Il mondo del calcio si è spaccato: da una parte i falchi con Leonardo Grosso (vicepresidente Aic), Claudio Lotito (consigliere federale per la Lega) e Michele Briamonte (avvocato della Juventus), nell’altro schieramento le colombe, più vicine alle posizioni dei calciatori, formato da Gianni Grazioli (segretario generale Aic), Massimo Cellino (consigliere federale per la Lega), Leandro Cantamessa (dirigente e legale del Milan). Il numero uno dell’AssoCalciatori, Sergio Campana, ha replicato alle accuse di “sciopero per ricchi”:

Quarant’anni fa, quando furono Gianni Rivera e Sandro Mazzola a proclamare lo sciopero, si parlò di nababbi, ora si usa l’espressione sciopero dei milionari, ma la sostanza è la stessa, e la storia si ripete. Questi proclami sono semplice e becera demagogia, e dispiace constatare che anche il presidente della Lega Serie A Maurizio Beretta sia caduto in queste logiche. Ricordiamo che il nostro è l’unico sindacato ad avanzare istanze di natura totalmente non economica “.

Ma è una vicenda che ha sollevato diverse riflessioni anche al di fuori del contesto calcistico. Come testimonia la lettera che una precaria ha scritto a Massimo Oddo, portavoce dell’Associazione Calciatori, al presidente della Lega Calcio Maurizio Beretta, ai presidenti e ai capi ultras delle squadre di serie A, alle redazioni sportive di Rai, Mediaset e Sky e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Questo il testo integrale della missiva:



“Carissimo Massimo sono Aurora, educatrice asilo nido trentaduenne campana emigrata in Toscana da otto anni in cerca di un lavoro stabile, portavoce dei Movimenti Disoccupati e Precari di Firenze e d’Italia, volevo rispondere a questo tuo pensiero che mi ha tanto colpito perché noi purtroppo non ci sentiamo nemmeno persone, ma solo schiavi, che pur di arrivare a fine mese, anzi a fine giornata, siamo costretti ad accettare di lavorare in qualsiasi condizione.
Oltre a curare i tuoi interessi e leggere i giornali sportivi, ti è giunto all’orecchio delle gravi problematiche sul mondo del lavoro? Volgi lo sguardo oltre il tuo mondo fiabesco?

Negli stadi si osserva, giustamente, un minuto di silenzio, si indossa la fascia nera, si indossano magliette per tanti buoni scopi, si organizzano partite di beneficenza , ma mai e dico mai, un pensiero, una parola, uno striscione, sulle morti bianche, sul lavoro nero, su persone che ogni giorno perdono posti di lavoro. Da oltre due settimane in Italia ci sono precari in sciopero della fame per un lavoro a tempo determinato, retribuito con poco più di 1000 euro al mese per i pochi mesi che forse riusciranno, se fortunati a lavorare durante un solo anno, persone che purtroppo si tolgono la vita perché gli è stata tolta la DIGNITA’, madre che gli viene tolta la figlia neonata solo perché guadagna appena 500 euro al mese.

Noi disoccupati, precari, poveri dobbiamo anzi ci costringono a farlo, arrovellarci su come arrivare a fine mese, combattiamo perché vorremmo una svolta nella nostra Italia e Voi avete deciso di scioperare per motivi a me futili , visto i vostri lauti guadagni che offendono tutti, lavoratori e non. Come faccio a spiegare ad un bambino tifoso, anzi amante del calcio del vostro sciopero, bambino a cui spesso si deve dire NO anche per una semplice bustina di figurine?

Che modello educativo, umano e civico può dare ai tanti giovani questa vostra presa di posizione, visto che siete il loro modello da seguire? Forse potrebbe avere un senso se vi trovaste in prima persona a sostenere fattivamente e personalmente il mondo dei cittadini espulsi dal lavoro che sta’ urlando in varie piazze la loro disperazione, mettendo a disposizione la vostra istanza per ricostruire una società che rimetta al centro dei propri obbiettivi la DIGNITA’ e i DIRITTI di ogni individuo.

E’ giusto che tuteliate i vostri diritti da lavoratore e sicuramente non è colpa vostra se questa società ha generato mostruose diseguaglianze, così mostruose da far indignare le tante migliaia di persone che ogni giorno lottano per sopravvivere qui in Italia e non nel Terzo Mondo. Spero di avere una risposta a questo mio scritto che dia un senso alla vostra iniziativa e al mio sentirmi “ NULLA” per poter ritornar ad essere una fiera tifosa delle squadre di calcio italiane.
Firenze 11/09/2010
Aurora Luongo”

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