Sepp Blatter, il numero uno del calcio mondiale, è finito nel ciclone delle polemiche a causa di alcune sue dichiarazioni non accolte benissimo soprattutto in Inghilterra. Il tema è quello delicatissimo del razzismo, argomento sempre al centro dei pensieri della Fifa e del calcio mondiale. Lo svizzero, in occasione di un’intervista concessa alla CNN, si è lasciato andare ad esternazioni quanto meno infelici che hanno scatenato durissime reazioni tra i protagonisti della Premier League, un campionato che proprio in quete ultime settimane ha fatto registrare episodi di razzismo abbastanza gravi che hanno visto coinvolti giocatori di primo livello come John Terry e Luis Suarez. In pratica Blatter ha provato a sminuire la problematica, negandone l’esistenza nel calcio e spiegando che a volte una semplice stretta di mano può risolvere ogni problema:

“Non c’è razzismo, forse qualche parola o gesto non corretti, in questi casi basterebbe dire che questo è solo un gioco e stringersi le mani”.

Mai dichiarazioni furono più infelici, come detto in Inghilterra proprio in queste settimane si è discusso molto del fenomeno a seguito di alcuni episodi che hanno avuto come “vittime” Anton Ferdinand e Patrice Evra, rispettivamente fratello e compagno di reparto di Rio Ferdinand. Proprio il centrale del Manchester United è stato uno di quelli che hanno reagito più duramente alle dichiarazioni di Blatter. Il difensore ha così commentato la frase del presidente Fifa sul suo Twitter:

“Mi sento uno stupido per aver pensato che il calcio stesse assumendo un ruolo di primo piano contro il razzismo… a quanto pare è stato solo in silenzio per un po’. Solo per chiarezza, se un giocatore abusa di un arbitro una stretta di mano dopo la partita basta per fare tabula rasa? I suoi commenti sul razzismo sono talmente accondiscendenti che sono quasi ridicoli. Se i tifosi urlano cori razzisti ma stringono le nostre mani allora è tutto ok”.


Ancora più dura la reazione di Gordon Taylor, presidente dell’associazione calciatori in Inghilterra, che ha chiesto chiaramente le dimissioni del presidente Fifa per lasciare spazio a Michel Platini. Blatter si è evidentemente accorto dell’uscita poco felice e ha provato a rettificare sottolineando l’impegno dell’organismo mondiale da lui diretto nel combattere il fenomeno, ricordiamo la campagna “Say no to racism”, e allo stesso tempo ha ribadito di non pensare minimamente all’evenienza di un suo passo indietro:

“Voglio chiarire che sono assolutamente impegnato nella lotta contro il razzismo e contro qualsiasi tipo di discriminazione nel calcio e nella società, guido personalmente questa battaglia contro il razzismo nel calcio e la Fifa lo sta facendo con campagne come ‘Say No to Racism’. I miei commenti sono stati fraintesi. Quello che volevo dire è che durante un incontro i giocatori lottano con gli avversari e a volte fanno cose sbagliate. Ma normalmente, alla fine di un match, ti scusi con l’avversario con il quale ti sei confrontato, stringi mani e quando una partita è finita, è finita. Quanto accaduto fa male e continua a bruciare, anche perché non potevo immaginare una tale reazione. Ho usato parole sbagliate e mi rammarico profondamente per questo. Nel prendere atto di aver fatto qualcosa che non è del tutto corretto, posso solo rammaricarmi e scusarmi con tutte le persone che sono state colpite dalle mie parole. Le dimissioni? Non vedo perché dovrei farlo”.

Evidentemente però nemmeno le scuse tardive sono state ben accolte, in questo senso possiamo interpretare le parole di David Beckham che a sua volta condanna duramente le dichiarazioni di Blatter:

“Le parole di Blatter sono state terribili. Non credo che commenti del genere facciano bene al calcio. Il razzismo non può essere spazzato sotto il tappeto e non può essere risolto solo con una stretta di mano. Le mancate dimissioni? Non ho il potere di decidere la sorte di Blatter, ho visto la FA lavorare per eliminare il razzismo ma nonostante i progressi c’è ancora”.

Ci troviamo insomma di fronte all’ennesima uscita infelice del presidente Fifa, sintomo forse che i tempi sono cambiati e sarebbe ora di farsi da parte. In fondo, andando a memoria, a parte la Regina Elisabetta e Sir Alex Ferguson sono poche le figure nel mondo che occupano la stessa poltrona da decenni, in questi ultimi mesi che hanno visto cadere anche capi di stato di lungo corso in giro per il mondo. Forse davvero Blatter, a settantacinque anni, dovrebbe pensare a godersi una meritata pensione.

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