Il Trap sa che un risultato positivo inorgoglirebbe tutto il popolo irlandese e darebbe nuova linfa alla sua squadra, caduta sotto i colpi della Croazia nella prima giornata. Ma l’avversario si chiama Spagna, un muro rosso di piccoli campioni che proverà nuovamente a tessere trame di gioco infinite e a dimenticare la prova poco convincente offerta contro l’Italia, all’esordio. Trapattoni, nonostante il blasone dell’avversario, è fiducioso. La vitalità e l’ottimismo che contraddistinguono da sempre l’allenatore italiano non sono scemati:

“Penso che possiamo vincere, perché no? Abbiamo sempre giocato il nostro calcio, che è abbastanza fantasioso, creativo, ma il calcio non è solo questo, è anche equilibrio, è anche fortuna, quella che ci è mancata nella prima partita, per cui penso che possiamo vincere. Un allenatore conosce lo stato della sua squadra, i giornalisti non vivono con i giocatori, non li conoscono da vicino. L’allenatore deve invece conoscere anche l’aspetto psicologico delle cose anche se poi non è l’allenatore a fare i miracoli ma i giocatori. Psicologicamente abbiamo superato la sconfitta con la Croazia, nell’allenamento di ieri ho visto lo stesso impegno, lo stesso entusiasmo della vigilia. La Spagna è una squadra molto tecnica, lo sappiamo tutti, sono molto bravi nei passaggi, giocano la palla veloce. Sarà importante non concedere loro spazio, soprattutto a centrocampo, il nostro obiettivo è essere offensivi ma cercherò di trovare la soluzione migliore per noi e per la partita”.

Del Bosque, criticassimo in patria per aver rinunciato a schierare un attaccante di ruolo contro l’Italia, tornerà sui suoi passi. Gli spagnoli sanno, ovviamente, che in caso di vittoria la qualificazione sarebbe ad un passo. Il c.t. iberico ha implicitamente ammesso l’errore, pur non rinnegando le sue idee:

“Ho fatto la cosa giusta e se dovessimo rigiocare contro l’Italia schiererei esattamente la stessa formazione. Fabregas l’avevo visto molto bene in allenamento. Contro l’Irlanda giocheremo con un 9, però dipende da cosa intendete voi con questo numero. Ho 48 ore di tempo per decidere, e intanto rilevo che anche quando non esistono problemi, come in questo momento, si va sempre a cercare qualcosa di negativo. Nel calcio tutti credono di avere ragione, poi chi fa le scelte siamo noi allenatori”.

Sergio Busquets prova a stemperare l’ansia dei giornalisti spagnoli, preoccupati dopo aver visto la Roja all’esordio:

“Abbiamo le idee chiare e sappiamo cosa vuole da noi il ct. Lui fa le sue scelte, e ci va bene così. Quelli che sanno di questo siamo noi che ci stiamo dentro. Il nostro gioco è basato sul tocco ed i passaggi tra di noi, sono quattro anni che lo facciamo, però non si vince si alza subito il coro delle critiche. Del resto ci era già successo al mondiale, anche se capisco che quando vinci tanto la gente si abitua bene”.

Foto | © TM News

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