A poco più di un mese dall’inizio del campionato e in concomitanza della campagna abbonamenti delle squadre di serie A, torna al centro dell’attenzione una questione che sta facendo discutere da mesi tifosi, dirigenti e politici italiani. Un vertice riservato con 400 rappresentanti di una sessantina di gruppi ultras sostenitori di club di calcio, comprese squadre di Serie A e di altre categorie, si è tenuto nei giorni scorsi a Catania per dire “no alla tessera del tifoso” e trovare una strategia per interventi di protesta comuni.

Secondo il quotidiano La Sicilia, che pubblica la notizia, a Catania si sarebbero incontrati anche gruppi storicamente rivali, ma uniti da obiettivi condivisi come “restare una parte attiva nel calcio” e continuare “a vivere senza sopravvivere“. Così insieme si sono seduti ultras del Catania e del Palermo, la cui rivalità costò la vita all’ispettore capo di polizia Filippo Raciti il 2 febbraio del 2007 al Massimino durante il derby, ma anche della Roma e della Lazio, della Juventus e del Napoli, del Milan e del Brescia, del Bari e del Lecce, del Cesena e di squadra di altre categorie come quelli dell’Atalanta (serie B).

Durante la riunione è stata “stigmatizzata la posizione degli ultras dell’Inter che hanno detto sì alla tessera del tifoso” e ogni gruppo ha annunciato “iniziative di protesta”. L’incontro sarebbe servito, infatti, a “fare il punto della situazione” ma senza “trovare soluzioni da mettere sul tavolo”. Anche se c’è una tesi che si sta valutando, sposata da ultras di Catania, Palermo e Lazio: “Lo sciopero dei tifosi a oltranza perché – sostengono – uno stadio senza il tifo è molto più triste di uno stadio senza partite di calcio“.

(Fonte: Sky.it)

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ultimo aggiornamento: 24-07-2010


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