Carlos Tevez poteva essere un giocatore della Juve e chissà che oggi non si sarebbe raccontata una storia diversa per i bianconeri. Il clamoroso retroscena giunge da José Alberti, espertissimo di calcio brasiliano nonché procuratore dell’attaccante argentino. L’uomo ha rivelato che nell’estate del 2009 aveva proposto il suo assistito, entrato in rotta di collisione con Alex Ferguson e il Manchester United, alla società bianconera ma la dirigenza, nello specifico Blanc e Cobolli Gigli, declinarono l’offerta avendo già puntato su Diego e Felipe Melo.

Ad ascoltare le parole di Alberti si scopre che l’affare sarebbe stato anche piuttosto vantaggioso per i bianconeri: “L’argentino aveva appena rotto con il Manchester United per via di alcune frasi poco carine nei confronti di Ferguson che erano uscite sui tabloid e ho cercato di portarlo in bianconero. L’operazione era allettante, prestito oneroso con diritto di riscatto fissato a 20 milioni di euro ma Cobolli e Blanc non se la sentirono perché avevano già concluso per Diego e Felipe Melo”.

Poi le cose sono andate come sappiamo, Diego ha già lasciato Torino e Melo potrebbe seguirlo a fine stagione, mentre l’argentino, accasatosi al Manchester City, ha continuato a dimostrare di essere un gran giocatore. Con i “se” non si costruiscono le storie, ma notizie come queste non possono che rovinare ulteriormente il feeling, ai minimi storici, tra i tifosi e una società, che nascondendosi dietro il progetto stadio e i danni di Calciopoli, continua a collezionare stagioni deludenti, che saranno ricordate soltanto per i record negativi che vengono stabiliti anno dopo anno, neanche fossero trofei.

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