Giovanni Trapattoni è stato intervistato oggi dal Tg1, il commissario tecnico dell’Irlanda si è espresso a proposito dello scandalo scommesse che sta scuotendo il calcio italiano. Dalle sue parole traspare tutta l’amarezza per quanto sta accadendo nel nostro paese, tutte queste vicende a detta del Trap stanno rovinando l’immagine degli italiani e del nostro calcio nel mondo che sempre più spesso viene associato alla parola “mafia”: “È una mazzata per il calcio italiano, all’estero noi allenatori italiani siamo additati come truffaldini, la parola che spesso usano nei nostri confronti è ‘mafia’. In tutto il mondo esiste una rete di scommesse, ma altrove i calciatori non scommettono, e non si truccano le partite”.

Trapattoni poi manifesta grandissima delusione per il coinvolgimento di Cristiano Doni. Fu proprio lui a credere fortemente nell’ex atalantino quando era alla guida dell’Italia, lo fece esordire in azzurro, arrivando poi ad inserirlo nella lista dei convocati per i mondiali del 2002 in Giappone e Corea del Sud. Alla luce di quanto emerso in questi ultimi giorni è chiaro che gran parte della stima che aveva nei suoi confronti è venuta ovviamente a mancare: “Doni lo reputavo un ragazzo intelligente. Mi devo ricredere. Già in passato era incappato in storie strane”. La delusione del Trap è sicuramente capita dai tifosi bergamaschi, anch’essi traditi da un calciatore in cui avevano riposto grande fiducia, il capitano di sempre che non avevano abbandonato neanche dopo le prime accuse piovute su di lui lo scorso giugno.

L’ex allenatore di Inter e Juventus guarda al nostro paese con lo sguardo distaccato di chi vive lontano, da un paese, l’Irlanda, che ha imparato ad amare e al quale sta regalando grandi gioie. In un’intervista che verrà pubblicata da Max, oltre a parlare delle speranze legate ai prossimi europei che vedranno i suoi ragazzi impegnati nel girone proprio con l’Italia di Prandelli, Trapattoni ha spiegato i motivi che lo hanno portato ad amare l’isola verde: “Mi trovo bene in Irlanda perché gli irlandesi sono come me: legati all’agricoltura e alle tradizioni, autentici, umili”. Tutti aggettivi che non potrebbero essere più distanti da quella che è la realtà del calcio italiano in questo momento.

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ultimo aggiornamento: 29-12-2011


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