L’Udinese per il secondo anno consecutivo centra l’obbiettivo dei preliminari di Champions League, un risultato importantissimo per una società abilissima a scovare giovani talenti in giro per il mondo che poi puntualmente diventano pezzi pregiati del mercato continentale. Come al solito nelle vicende friulane c’è sempre la firma gigante di Totò Di Natale, l’attaccante campano ha trascinato la squadra a suon di gol, abitudine che ormai ha da molti anni. Ma sicuramente molti meriti vanno riconosciuti anche a Francesco Guidolin, l’allenatore sta scrivendo pagine bellissime della sua storia e di quella dei bianconeri. Il tecnico dopo la partita era visibilmente soddisfatto del risultato, nelle sue parole la sua solita modestia e il ringraziamento a tutti i suoi ragazzi:

“Sono molto felice perché abbiamo raggiunto un traguardo storico alla fine di un campionato straordinario. Faccio i complimenti a tutti i nostri antagonisti e ringrazio i miei giocatori e la mia società. Nessuno se l’aspettava e forse è stato più bello rispetto allo scorso anno. I meriti sono tutti dei miei giocatori che hanno superato anche i momenti difficili”.

Ma all’improvviso il fulmine a ciel sereno: Guidolin annuncia all’incredula platea che potrebbe anche non essere alla guida dell’Udinese l’anno prossimo. L’allenatore ha detto di essere seriamente provato dallo stress accumulato nel corso della stagione e che potrebbe non essere pronto a rimettersi alla guida della squadra in occasione del ritiro di luglio:

“Sono molto stanco e ora devo riposarmi e penso che avrei bisogno di un riposo lungo. Nei prossimi giorni parlerò coi miei dirigenti, mi sento molto provato e non so se la mia salute possa reggere un’altra stagione di questo genere con oltre 50 gare. Sento il bisogno di staccare e fermarmi un po’ e non so se sarò pronto per l’inizio di luglio. Io direttore tecnico con un giovane allenatore? Io sarei pronto per un ruolo del genere”.

Non è la prima volta che ascoltiamo parole di questo tenore da un allenatore, ricordiamo tutti l’addio alla panchina di Arrigo Sacchi, o più di recente quelle di Guardiola e Luis Enrique, entrambi bisognosi di riposo lontano dal terreno di gioco. Indubbiamente il lavoro di allenatore non è semplice, le pressioni da sostenere sono molte e a fine stagione è normale avvertire il bisogno di staccare. A Guidolin auguriamo di riuscire a recuperare le energie in tempo per tornare in panchina la prossima stagione, per guidare la sua Udinese nell’assalto alla Champions League, un sogno che è diventato realtà grazie anche, o forse soprattutto, al suo difficilissimo ma splendido lavoro.

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Antonio Di Natale francesco guidolin interviste Udinese

ultimo aggiornamento: 13-05-2012


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