Marcello Lippi, ct della nazionale azzurra, predica calma e profonde sicurezza: in cuor suo però sa che l’ennesimo flop, questa volta contro gli esordienti della Slovacchia, vorrebbe dire salutare anzitempo (troppo anzitempo) il Sudafrica e chiudere così il suo mandato bis con una figuraccia in grado (quasi) di oscurare l’eroicità delle notti tedesche. “Che non si ripeta l’errore di Bearzot nell’86” dicevano da più parti gli addetti ai lavoro, ecco, appello che pare caduto nel vuoto. Ma nulla è perso, anzi, una risalita impetuosa dell’Italia potrebbe ridare quel morale tipico per andare avanti mixando fortuna e tecnica, due qualità che per fortuna agli italiani spesso non mancano. Per non cannare anche l’ostacolo Slovacchia, bisogna scegliere bene l’undici di partenza.

Contro la Nuova Zelanda l’allenatore viareggino ha riproposto la stessa formazione titolare che era scesa in campo qualche sera prima contro il Paraguay: qualcosa di meglio, ma forse solo dopo i cambi. E poi le avversarie erano troppo diverse, coi sudamericani tutt’altra pasta rispetto ai pur modesti neozelandesi. Contro gli slovacchi è ora di cambiare, e dal primo minuto (non a partita in corso), per garantire freschezza, imprevedibilità e verve, il tutto commisto alla tecnica che pur non dovrebbe mancare tra i 23 presenti nella rosa. Oddio, non è il caso di Gennaro Gattuso, ma il Ringhio milanista in campo si fa sentire come un mastino e seppur le primavere ormai sono 32 un buon supporto nella zona nevralgica del campo potrà sicuramente darlo.

Le Foto di Italia – Nuova Zelanda 1-1



Le Foto di Italia – Paraguay 1-1





Andrea Pirlo sembra ancora fuori dal ritmo partita e non lo si vuole rischiare in attesa degli ottavi (toccare ferro, grazie); così la soluzione Gattuso accanto a Daniele De Rossi e Riccardo Montolivo è tutt’altro che fantascientifica. Assodata la stessa difesa dei precedenti 180 minuti (ancora bocciatura per Christian Maggio e Leonardo Bonucci, d’altra parte per Lippi appare come sacrilego privarsi di Gianluca Zambrotta e Fabio Cannavaro), col mediano calabrese al centro del campo è assicurata tanta quantità a far da filtro, con la ovvia conseguenza che lì davanti il tridente dovrà essere letale. Già, ma chi i suoi interpreti? E allora affidiamoci alle probabilità e alla supposizioni, perché anche oggi Lippi ha mostrato solo i primi 15 minuti di allenamento, salvo poi allontare i giornalisti.

Dunque, all’Ellis Park di Johannesburg domani pomeriggio ci dovrebbe essere Giampaolo Pazzini come punta centrale al posto del fin qui impalpabile Alberto Gilardino: il Pazzo chiede una chance completa dopo lo spezzone scialbo contro gli oceanici domenica scorsa. Ad affiancare il sampdoriano dovrebbe esserci quasi sicuramente Antonio Di Natale: il capocannoniere della scorsa Serie A ha messo alle spalle i piccoli acciacchi di qualche settimana fa ed è pronto a prendere per mano la squadra, anche se ancora una volta Lippi potrebbe farlo accomodare in panchina e preferirgli Vincenzo Iaquinta. Questo a sinistra, mentre a destra lo stesso attaccante juventino ha buone probabilità di giocare, con Fabio Quagliarella però pronto e allarmato perché alla fine potrebbe essere lui il coniglio fuori dal cilindro.

Alla fine, pronosticando, sarà così: Di Natale a sinistra, Pazzini al centro, Iaquinta a destra, un trittico offensivo niente male che, sulla carta, dovrebbe riuscire a sgretolare l’arcigna difesa che metterà su Vladimir Weiss. Vi piace?

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