Può un giovanotto nato il 2 settembre del 1989 esser considerato già quasi un veterano avendo siglato ben 54 gol con la maglia del Milan? Certo, se si chiama Alexandre Pato, un fenomeno assoluto, nel calcio come nella vita (d’altra parte, a 21 anni ha già divorziato, quasi un record!). Ed è ovvio che quando iniziava a tirar calci a un pallone a Pato Branco, c’era un signore che si chiamava (e chiama) come lui che di calci a una sfera ne tirava già tanti, e magnificamente, nei più grandi stadi d’Europa: Alessandro Del Piero. Ammesso, e non concesso, che domani sera Luigi Delneri si ricordi del suo vecchio Pinturicchio, e lo schieri, nell’anticipo tra Milan e Juve ci sarà anche questa sfida nella sfida: una leggenda vivente contro un fenomeno in erba, il primo idolo del secondo.

Del Piero è un mio grande idolo. Quando ero bambino e giocavo alla Playstation mettevo sempre Alex nelle mie squadre. Lui è un esempio, ha fatto tan­to per la Juventus, l’Italia e il mondo del calcio, come Maldini o Ronaldo. Penso che molti domani vorranno la sua maglia. Spero la dia a me. Lui è incredibile sui calci di punizione. Mi ricordo le magie con il Real Madrid, ma anche il suo controllo di palla, i suoi stop. È un gio­catore favoloso” ammette il Papero milanista. Che poi sceglie di privare la Vecchia Signora di qualche suo giocatore, se solo potesse: “Ce ne sono tanti molto bra­vi. Facciamo uno per ruolo: Buffon, Chiellini, Felipe Melo, una brava persona e un ottimo calciatore, e Del Piero“. Juve-Milan, l’ennesima, è già cominciata.

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