André Villas Boas si sente sull’orlo dell’esonero e non lo nasconde in un’intervista rilasciata al Daily Mirror. Il 3-0 casalingo rifilato al Bolton non ha certamente migliorato la sua posizione di dipendente di Abramovich, il patron russo abbastanza avvezzo ai licenziamenti degli allenatori. La percentuale di successi in Premier League resta la più bassa (49%) degli ultimi 15 anni del club. Ma la goccia sta facendo traboccare è sicuramente la batosta subita a Napoli, in Champions League, quando Villas Boas è stato aspramente criticato dalla stampa inglese. Un eventuale qualificazione ai quarti della Champions potrebbe non bastare per la conferma sulla panchina dei Blues, dice il portoghese:

“Sono consapevole che, per quanto riguarda l’era Abramovich, questi sono i risultati peggiori, ma credo di sentire ancora la fiducia del patron. In questo momento siamo esattamente nella posizione dello scorso anno, ma con un allenatore meno esperto in panchina (lo scorso anno c’era Ancelotti sulla panchina dei blues, ndr). Sono troppo coinvolto nelle cose che voglio costruire qui al Chelsea, credo nel ciclo di cambiamento su cui sto lavorando e so che il futuro della nostra realtà à eccellente, ma so anche che il modello di comportamento del proprietario ha portato a esoneri di allenatori in situazioni simili o anche migliori della mia. Vedremo se il club opterà per un cambiamento o meno. Le possibilità sono due: la continuazione del progetto e il supporto completo o il seguire il modello culturale del passato”.

Villas Boas non ha intenzione di cambiare mentalità e prende l’esempio del Manchester City, definito un club con una filosofia “troppo italiana”: “Mi rifiuto di costruire una squadra come il Manchester City. Non mi piace quella filosofia, perché il City è una squadra italiana che segue i dettami del calcio italiano“.

Riproduzione riservata © 2022 - CALCIOBLOG


Miglianico-Teramo 1-1: il gol su rinvio del portiere al 93′ | Video

Highlights Francia-Italia 1-1 | Video Gol Amichevole Under 21